Diverse tragiche pagine della storia sono state rimosse o obliate nella memoria del nostro Paese, tra cui quelle delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Nel “Giorno del ricordo” vengono rievocate grazie alla sua istituzione avvenuta nel 2004 (legge del 30 marzo n. 92). La data è stata scelta perché il 10 febbraio del 1947 è avvenuta la firma dei trattati di Parigi, in cui assegnava alla Iugoslavia (Confederazione delle Repubbliche Socialiste Iugoslave) l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia e istituiva il “Territorio libero di Trieste” e le città giuliane comprese nella zona A.

Trieste venne definitivamente annessa all’Italia con il Memorandun di Londra firmato il 5 ottobre del 1954 e il 26 ottobre divenne città italiana. Nel frattempo, a partire dalla seconda guerra mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’esercito popolare partigiano jugoslavo comandato dal maresciallo Joseph Tito, ha compiuto una serie di eccidi contro gli italiani che vivevano in quelle regioni i cui corpi sono stati gettati nelle foibe, formazioni geologiche carsiche, delle voragini che raggiungono anche 200 metri di profondità. La zona è piena: si calcola un numero di 1700 foibe. I numeri oscillano: tra 5000 e 11 mila; c’è chi ipotizza anche 16 mila. Solo negli ultimi anni, a partire dall’istituzione del “Giorno del ricordo”, sono state fatte delle ricerche storiche per ricostruire i fatti. Ma a svelare questi massacri sono stati i tanti testimoni che hanno vissuto questa tragedia attraverso i loro racconti e le loro testimonianze. La Letteratura si è sostituita alla storia in questo caso.

L'importanza delle testimonianze dei sopravvissuti delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata per raccontare le pagine di storia oscurate, è stato il principale tema nella ricorrenza che si è svolta a Spilinga. L'evento, organizzato dall'Amministrazione comunale (mattina di martedì 10, Salone di Piazza San Michele), ha visto protagonisti gli alunni del plesso di Spilinga dell'istituto comprensivo di Tropea-Ricadi e una rappresentanza degli studenti dell'Iss "Galluppi" di Tropea.

Al centro della commemorazione il libro autobiografico "La bambina con la valigia" scritto da Egea Haffner insieme a Gigliola Alvisi, con la drammatizzazione degli alunni che hanno rievocato la storia della protagonista. Gli stessi verso la fine dell’incontro, hanno improvvisato una performance ispirata alle note della celebre canzone di John Lennon “Imagine”: un inno alla pace e all'amore fraterno.

Tra le autorità istituzionali intervenuti il viceprefetto Maria Luisa Greco e i ds Nicolantonio Cutuli e Francesco Fiumara. Inoltre una rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri, Stazione di Spilinga, con il maresciallo Antonio Palmiero. A relazionare sul valore dell'etica della memoria e sulla scrittura di confine, Chiara Marasco (docente e studiosa della letteratura memorialistica dell'esodo giuliano-dalmata).

Ad introdurre il sindaco Enzo Marasco, il quale, dopo aver ringraziato le diverse autorità presenti, è entrato nel merito della ricorrenza spiegando l’importanza di non dimenticare per “costruire un futuro di pace e di convivenza e onorare la memoria di coloro che hanno subito la violenza e la persecuzione”. Poi ha richiamato il dono del libro “La bambina con la valigia”, come gesto simbolico dell’Amministrazione e della Scuola con un messaggio: “Custodire la memoria del passato per costruire un futuro fondato sul rispetto sulla convivenza civile e sulla pace”.

La vice-prefetto Maria Luisa Greco ha ringraziato il Comune e la Scuola per l’opportunità di discutere di memoria e di avvenimenti che hanno segnato profondamente la vita delle persone e sottolineato il significato della ricorrenza.

Sia il ds Cutuli che il ds Fiumara hanno messo in luce il valore didattico e formativo di questi momenti di crescita umana, civile e culturale, in cui la Scuola si apre e si confronta con la comunità e riflette sulla propria storia.

Nella sua relazione Chiara Marasco ha fatto una ricostruzione storica, politica e geografica dell’area interessata dall’esodo, descrivendo il dramma degli esuli in una zona di confine dove, storicamente, diversi gruppi etnici sono stati vittime di discriminazioni e persecuzioni, con ritorsioni, vendette, e resa dei conti. In particolare si è concentrata sul ruolo dei sopravvissuti nel tramandare la memoria attraverso i loro libri e come i libri di storia faticano a raccontare questa vicenda.

Tra gli autori più significativi ha citato Enzo Bettizza, Fulvio Tomizza, l’autrice di "Verde acqua", Marisa Madieri e il più conosciuto Claudio Magris. Poi la sua attenzione è stata rivolta al contenuto del libro "La bambina con la valigia”, un testo scritto per i più

Piccoli in cui l’immagine di copertina, una fotografia dell’autrice bambina di 4 anni, è stata scattata il 6 luglio 1946 a Pola e rappresenta il dramma degli esuli istriani, giuliani e dalmata. L’incontro è stato coordinato da Nicola Rombolà (docente dell’IIS Galluppi di Tropea).