Ha superato abbondantemente le 200 adesioni il Comitato civico per la rinascita del Sistema bibliotecario vibonese: un’iniziativa dal basso, promossa da un nucleo originario di 11 cittadini fondatori, che ha l’intento di favorire “un'azione partecipata, trasparente e inclusiva a tutela del nostro patrimonio culturale”.

Dopo l’annuncio del finanziamento regionale di 500mila, frutto dell’emendamento firmato da Vito Pitaro e Filippo Pietropaolo, sembrano essersi ricreate condizioni più favorevoli per una ripresa delle attività, benché ancora resti moltissimo da fare sul piano finanziario, come su quello amministrativo e della programmazione culturale.

Un contributo di proposte ed idee potrebbe dunque venire anche dal neonato comitato che guarda ad un impegno che traduca le risorse economiche, attuali e future, in un “progetto concreto, trasparente e duraturo, capace di restituire alla comunità un servizio culturale essenziale e vivo”.

Portavoce del comitato è stata designata la professoressa Anna Murmura. «Il nostro obiettivo principale - ha detto in un’intervista rilasciata al nostro giornale - è quello di vigilare sull’andamento futuro delle sorti del Sistema bibliotecario. Abbiamo accolto con molto favore il finanziamento per la risoluzione dei debiti pregressi. Questo però, da solo, non basta. È necessario un intervento strutturale, come ad esempio una legge regionale che superi la vecchia legge quadro, la n. 17 del 1985, per evitare che il Sistema bibliotecario ricada nella situazione in cui si è trovato non molto tempo fa».

A Vibo Valentia è nato un comitato civico che si propone di accompagnare, conproposte e idee, il percorso di risanamento del Sistema bibliotecario vibonese: prima biblioteca pubblica, per numero di volumi, della Calabria. Nei giorni scorsi l’annuncio di un finanziamento regionale per il risanamento dei conti dell’ente.

Il passo successivo sarà un’assemblea pubblica in cui «verranno creati dei gruppi di lavoro e ciascun aderente darà un contributo in base alle proprie competenze. Ovviamente non vogliamo e non possiamo sostituirci alle autorità che hanno il compito di realizzare il ripianamento dei debiti e di programmare le scelte future. Ciò che possiamo fare è dare un contributo affinché si possa garantire una vita dignitosa a questo ente importantissimo per tutta la regione perché conserva circa 80mila volumi ed è la più grande biblioteca pubblica della Calabria. Ne ha più della Biblioteca nazionale di Cosenza».

Per farlo, le prime proposte guardano anche ad un’adeguata dotazione finanziaria e di personale. «Sarebbe molto importante che si facessero dei concorsi - spiega Murmura -, e che i finanziamenti fossero regolari per garantire le attività senza problemi e senza più le fasi alterne cui abbiamo assistito in passato nonostante le grandi iniziative portate avanti. Perché, ricordiamolo, da qui sono partite attività importanti come il Festival Leggere e scrivere, quando la vita culturale della città ruotava attorno a questo bene culturale, e noi non vogliamo dimenticarlo».

Dall’assemblea ci si attende una piattaforma di proposte specifiche da sottoporre poi all’Assemblea dei sindaci e alla Regione anche se, finora, i rapporti con le istituzioni locali sembrano piuttosto tiepidi. «Abbiamo scritto ai 22 sindaci che compongono l’assemblea ma non abbiamo avuto risposte al momento. Continueremo però a coinvolgerli perché ci interessa anche il loro punto di vista». La fase è ancora interlocutoria, dopotutto. Un’accelerazione potrebbe registrarsi a partire da una nuova convocazione dell’Assemblea dei sindaci e dall’effettiva disponibilità del finanziamento regionale.

Su quest’ultimo punto, il parere di Anna Murmura è chiaro: «Vediamo con favore questo finanziamento, ma era dovuto, perché il Sistema bibliotecario per tanto tempo non ha più ricevuto fondi né dai Comuni né dalla Regione, quindi erano soldi che spettavano all’ente da parte della Regione che tra i suoi compiti ha anche quello di tutelare gli interessi culturali dei calabresi».