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Fortunato Petrolo, segretario provinciale di Sinistra italiana-Liberi uguali, interviene a difesa degli operai e chiede a Comune e ditta il rispetto degli impegni

Economia e Lavoro

È impietosa l’analisi del segretario provinciale di “Sinistra italiana-Liberi e uguali” Fortunato Petrolo, sulla raccolta differenziata “Porta a Porta” a Mileto. Operai costretti a svolgere il loro servizio in condizioni disagiate e non ottemperanti alle norme previste in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con mezzi di trasporto di carico e scarico insufficienti e, tra l’altro, senza i necessari e obbligatori mezzi di protezione individuali, “ragion per cui i lavoratori sono costretti a comprare a proprie spese gli indumenti di protezione individuali necessari per evitare possibili e pericolosi infortuni sul lavoro”. In tale contesto, già di per sé difficile, paradossalmente i lavoratori “devono anche subire la mancata retribuzione del proprio salario, che provoca seri problemi ed un’ulteriore situazione di disagio sociale al proprio nucleo familiare, costretto a chiedere prestiti per poter sopperire alle necessità quotidiane degli alimenti e al pagamento di tributi e bollette”. Uno stato di cose “inaccettabile e umanamente non condivisibile” per Petrolo, ancor di più se si pensa all’alto rischio della tipologia di lavoro. “È assurdo – afferma oggi - che un ente pubblico non intervenga in difesa di questi lavoratori. La ditta Muraca titolare dell’appalto, da noi interpellata per avere notizie in merito al mancato pagamento di tre mensilità ai propri dipendenti, ci ha comunicato che da marzo 2018 non riceve il pagamento delle fatture dal Comune di Mileto. Ha già anticipato due mensilità e non è nelle condizioni di erogare altri stipendi ai dipendenti impegnati nel cantiere del comune di Mileto, per non mettere a rischio la propria azienda e i lavoratori in servizio altrove. Ciò premesso – aggiunge - ci rivolgiamo al sindaco Rosetta Mazzeo invitandola ad intervenire con celerità per risolvere questo annoso problema, consapevoli delle difficoltà in cui si ritrova, in quanto è da soli due mesi alla guida dell’amministrazione comunale. Nel merito, ci chiediamo, come mai l’ufficio competente non dia corso al pagamento delle fatture emesse dalla ditta appaltante? Le somme in entrata dovrebbero essere impegnate per garantire il pagamento delle fatture alla ditta che gestisce l’appalto, d’altro canto quest’ultima ha il dovere pagare gli stipendi dei propri lavoratori. C’è necessità di rimettere ordine e dare concretezza all’azione amministrativa attraverso una gestione politica più incisiva, al fine di porre termine a una controversia tra Comune e ditta che vede i lavoratori svolgere, pur portando avanti con diligenza e abnegazione il loro servizio, il ruolo di vittime sacrificali”. Il segretario provinciale di “Si” conclude la sua analisi auspicando che per rivendicare quanto loro dovuto “i lavoratori non debbano ricorrere alla sospensione del servizio, proprio in un periodo in cui gli emigrati ritornano a Mileto per trascorrervi un periodo di ferie”. Quindi rivolge un appello all’amministrazione comunale “affinché si adoperi a far rispettare gli obblighi di legge e le norme inserite nel capitolato di appalto, sia per quanto riguarda gli obblighi del committente, cioè il rispetto del pagamento delle fatture e del controllo sulla qualità del servizio, sia verso la ditta gestore del servizio in materia di sicurezza del lavoro e della puntualità del pagamento della retribuzione mensile ai propri dipendenti”. Petrolo, con spirito propositivo, si augura infine che “la nuova gara di appalto - quella esistente è in scadenza il 31 luglio 2018 - venga espletata da parte della Stazione unica appaltante e non si proceda con la solita assegnazione provvisoria”.

 

Lacnews24.it
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