mercoledì,Giugno 16 2021

Il porto di Vibo Marina nell’Autorità di sistema: «Opportunità vera di sviluppo»

Con la piena attuazione del riassetto del sistema governativo marittimo italiano, lo scalo vibonese si prepara a giocare un importante ruolo. Il consigliere comunale Antonino Roschetti: «È un’occasione da non perdere»

Il porto di Vibo Marina nell’Autorità di sistema: «Opportunità vera di sviluppo»

Con la nomina dell’ammiraglio Andrea Agostinelli a presidente dell’Autorità di sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Ionio, la riforma della portualità contenuta nel Decreto legislativo 169/2016 (noto come Riforma Delrio) entra nel vivo anche in Calabria producendo, secondo analisti ed addetti ai lavori, indiscutibilibenefici per tutti gli scali che entrano a pieno titolo nel riassetto del sistema governativo marittimo italiano.

Antonino Roschetti

Tra questi, un ruolo preminente assume quello di ViboMarina. A dirsene certo, esprimendo soddisfazione, è il consigliere comunale di Vibo Valentia, presidente della IV commissione consiliare, AntoninoRoschetti, il quale plaude alla scelta di Agostinelli, «fondata sulla meritocrazia e che rappresenta il giusto premio e dà continuità al grande lavoro già svolto dallo stesso in qualità di Commissario straordinario», guardando poi all’inserimento del porto di Vibo Marina nell’Autorità di sistema come «una vera e propria opportunità di sviluppo per l’intera infrastruttura portuale vibonese».

Questo per due motivi fondamentali, spiega. Il primo ha a che fare con il fatto che «il porto si presenta ai nostri occhi, come un porto polifunzionale e nonostante, a mio avviso, la sua polifunzionalità sia una risorsa sulla quale scommettere, ad oggi si mostra come un porto “isolato a sé stesso”. Ricordiamo che oltre all’aspetto commerciale Vibo Marina è il più importante porto peschereccio della Regione; il più attrezzato polodiportistico; ha tutte le potenzialità per poter svolgere un ruolo di primo piano come scalocrocieristico».

Tuttavia, aggiunge Roschetti, «le attività economiche sopradescritte, svolte dallo scalo portuale, ad oggi risultano essere “sfilacciate” tra di loro. Questo, secondo me – chiarisce -, è dovuto anche a causa delle diversecompetenze dei vari Enti presenti sul territorio, spesso in conflitto tra di loro (Comune, Capitaneria di Porto, Regione, Ministero delle Infrastrutture). Pertanto, a mio avviso, oggi più che mai, in un’ottica di rilancio e di sviluppo socio-economico del nostro territorio, diventa importante pensare alla portualità calabrese come “sistema” e predisporre una “cabina di regia” unitaria per l’intero sistema portuale calabrese. Ecco perché diventa importante per il porto di Vibo Marina, far parte di un unico organismo in grado di coordinare e gestire le varie attività presenti».

Organismo «che sia in grado di programmare e gestire lo sviluppo dei traffici marittimi, di gestire le concessioni demaniali e di avviare (attraverso l’utilizzo di fondi pubblici) tutte quelle attività di potenziamento infrastrutturali che il porto necessita. Infatti la Riforma Delrio – prosegue il consigliere di maggioranza -, prevede proprio questo, ossia di affidare al “Comitato di Gestione” dell’Autorità di sistema portuale, che sostituisce il vecchio Comitato portuale, il compito strategico di indirizzo, coordinamento, programmazione e controllo, oltre ad avere le funzioni di attrarre investimenti. Pertanto, molto dipenderà anche dalla capacità che avrà la politica vibonese, di incidere sulle scelte di innovazione e di miglioramento da mettere in campo, dal momento che all’interno del “ComitatodiGestione”, sarà prevista la presenza di un rappresentante del Comune, come già avvenuto per i porti di Corigliano e Crotone».

Per Roschetti vi è poi un secondo motivo per il quale vale la pena guardare alla nuova Autorità come opportunità da non perdere. «C’è – spiega – anche un aspetto tecnico da tenere in dovuta considerazione. Vibo Marina diventerà “Direzione di scalo portuale” e sarà guidata da un direttore (ossia un tecnico), nominato direttamente dal presidente dell’Autorità di sistema portuale, che si interfaccerà quotidianamente con le associazioni di categoria (con la Consulta, con la Lega navale, con gli ormeggiatori, con la Pro loco) facendo proprie le istanze del territorio. Si realizzerà quello che a mio avviso, a noi è mancato fino ad oggi: una struttura cuscinetto che funga da “cassa di risonanza”. È quello che ormai da anni, si sta verificando nei principali porti italiani (come Genova, La Spezia, Livorno, ecc.) dove le rispettive Autorità di sistema portuale e le Capitanerie di porto, si interfacciano quotidianamente con i rappresentanti sindacali e le Associazioni di categoria (le Consulte, gli ormeggiatori ecc.) per la risoluzione delle criticità esistenti».

top