mercoledì,Giugno 23 2021

Lockdown e chiusura attività, commercianti e ristoratori vibonesi denunciano Governo e Regione

Il gruppo Zona bianca presenterà anche una azione giudiziaria collettiva per il risarcimento dei danni cagionati al commercio

Lockdown e chiusura attività, commercianti e ristoratori vibonesi denunciano Governo e Regione

«Tante morti si sarebbero potute evitare, i lockdown adottati impropriamente, le chiusure delle attività commerciali sono abusi e soprusi». In base a queste considerazioni, il gruppo Zona bianca – Partite Iva di Vibo Valentia- per il tramite dei propri legali Pasquale Matera e Sidney Arena- ha depositato presso la Procura della Repubblica di Vibo Valentia una articolata denuncia penale contro il Governo e la Regione Calabria.

La denuncia

Per i promotori: «È la prima in Italia. Oltre 13 pagine di denuncia – spiegano – con le quali si illustrano tutte le criticità della gestione della pandemia e si mettono in evidenza provvedimenti, numeri, rapporti scientifici ed economici che non hanno convinto per niente i commercianti di Vibo, che adesso dopo aver messo nelle mani del Procuratore “interessanti” elementi di riflessione, chiedono che finalmente si apra un fascicolo e si metta sotto inchiesta tutti i responsabili dei vari servizi a tutti i livelli, e valuti ogni abuso e omissione eventualmente commessa». Le 150 firme intendono lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni: «È arrivato il momento di cambiare».

Risarcimenti alle attività

Intanto, nei prossimi giorni il gruppo  Zona bianca – Partite Iva, presenterà una azione giudiziaria collettiva per il risarcimento dei danni cagionati al commercio: «Inoltre – informano gli aderenti il gruppo si costituirà in Associazione di Categoria, articolata su base Regionale, e come tale punta a sedere ai tavoli Istituzionali e rappresentare i settori commerciali non adeguatamente rappresentati.

E c’è fermento per la decisione del Tribunale di Lamezia Terme. Attraverso un ricorso è stato chiesto ai giudici di pronunciarsi «sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 37 del Dpcm del 2 marzo scorso (sospensione attività di ristorazione). Contestualmente – concludono – è stato chiesto di trasmettere gli atti alla Consulta per la pronuncia di legittimità sulla norma impugnata». Il gruppo è ottimista ma «la strada potrebbe ancora essere lunga e faticosa».

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