Escalation di intimidazioni nel Vibonese, la preoccupazione della Uil

Il coordinatore Catanzaro-Vibo Valentia Pasquale Barbalaco denuncia una «condizione di illegalità che allontana gli investimenti, lo sviluppo e danneggia il lavoro» e si augura che la politica ne prenda piena coscienza

Il coordinatore Catanzaro-Vibo Valentia Pasquale Barbalaco denuncia una «condizione di illegalità che allontana gli investimenti, lo sviluppo e danneggia il lavoro» e si augura che la politica ne prenda piena coscienza

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Una delle ultime intimidazioni a Vibo
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«Esprimiamo forte preoccupazione per l’escalation criminale che in questi giorni vede tristemente protagonista la provincia di Vibo Valentia e davanti a questo, come Uil, non possiamo tacere. Il Vibonese, purtroppo, è un territorio a forte incidenza criminale e questo lo danneggia dal punto di vista economico e sociale oltre a minarne la convivenza democratica e civile. Una condizione di illegalità che allontana gli investimenti, lo sviluppo e danneggia il lavoro». È quanto riferisce in una nota il coordinatore Uil Catanzaro – Vibo Valentia, Pasquale Barbalaco, intervenendo sull’escalation di intimidazioni registrata nei giorni scorsi in provincia di Vibo Valentia. «Ancora una volta – per Barbalaco -, la criminalità ha preso di mira il mondo dell’impresa, cercando probabilmente di condizionarne la vita attraverso la paura e imponendo l’omertà. Questo affossa l’economia della nostra terra che invece avrebbe tutte le carte in regola e le potenzialità per risollevarsi. Per questo dimostriamo la piena vicinanza alla magistratura ed alle forze dell’ordine, sicuri che dalla riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato dal prefetto Gualtieri scaturisca una risposta forte delle istituzioni, una reazione tempestiva ed efficace affinché i cittadini, le imprese ed il lavoro, non subiscano il senso dell’insicurezza perenne. La speranza è che la politica si renda conto che le disuguaglianze economico-sociali che vedono il Vibonese sempre ultimo nelle classifiche nazionali – conclude Barbalaco -, sono un terreno fertile per la criminalità, piccola e grande, e pertanto sono necessarie politiche di sviluppo che mettano in campo investimenti pubblici di sostegno all’economia legale ed al lavoro».

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