martedì,Novembre 30 2021

Contratti di sviluppo, Santoro (M5s): «Vibo deve avere un Piano strategico»

Il consigliere comunale: «Le schede Cis devono essere aggiornate. Si punti alla creazione di forti catalizzatori edilizi ed economici sui temi del cibo, della cultura e del mare»

Contratti di sviluppo, Santoro (M5s): «Vibo deve avere un Piano strategico»
Veduta di Vibo Valentia

«Le schede Cis-Contratti industriali di sviluppo, precedentemente realizzate dalla giunta nel febbraio 2021, devono essere aggiornate. Queste ultime erano per un importo totale di quasi 175 mln, a cui avevamo dato anche noi del M5s un contributo specifico sul porto. In particolare proprio le schede inerenti il porto e per la crocieristica, buone nel loro intento, ma che devono essere collimanti con gli impegni dell’Autorità Portuale che sta impegnando i 18 mln precedenti, proprio su tali temi e analoghi siti».  Ne è convinto Domenico Santoro, capogruppo del Movimento 5 stelle al Comune di Vibo Valentia.

Domenico Santoro

«Capisco – aggiunge l’esponente pentastellato – che la configurazione dei Cis richiede progetti quasi cantierabili, fattore impossibile per i piccoli Comuni e specie per Vibo Valentia in dissesto economico, ma comunque ritengo che la revisione delle schede debba portare alla creazione di due/tre forti catalizzatori edilizi ed economici sui temi del cibo, della cultura e del mare. Per catalizzatori economici intendo luoghi che possano attrarre sviluppo economico di eccezionale levatura dal costo ciascuno tra i 40 e i 60 mln cadauno. Io faccio sempre l’esempio di Bilbao (Spagna) che è rinata costruendo un museo d’arte contemporanea su un sito deindustrializzato. Oggi in quella città vi sono 8 mln di visitatori all’anno».

In pratica «chiedo che la città abbia un vero e proprio Piano strategico dello sviluppo, Piano promesso inizialmente dal vicesindaco e di cui – specifica Santoro – non abbiamo visto nulla. I catalizzatori di cui parlo potrebbero essere: cibo, dieta mediterranea da realizzare in centro a Vibo e non a mare sull’area Basalti, dove invece e possibile meglio allocare un acquario con il museo del mare e la riserva marina. Poi una casa della Cultura, degna del lascito dell’anno del “libro”».

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