Rifiuti, lavoratori pronti al presidio permanente

Dal 18 febbraio al via la protesta davanti alla Prefettura: l’annuncio del sindacato Slai Cobas che si appella al prefetto Carmelo Casabona auspicando una sua intermediazione nella vertenza.

Dal 18 febbraio al via la protesta davanti alla Prefettura: l’annuncio del sindacato Slai Cobas che si appella al prefetto Carmelo Casabona auspicando una sua intermediazione nella vertenza.

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Inizierà da giovedì 18 febbraio alle 9.30 di fronte alla Prefettura di Vibo Valentia, un presidio permanente dei lavoratori della nettezza urbana, già dipendenti della ProgettAmbiente, e non ancora riassunti dall’Ased, azienda subentrata nel settore.

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A renderlo noto è lo Slai Cobas, affermando che «tale protesta si rende necessaria al fine di sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sul difficile momento attraversato dai nostri assistiti che ancora non hanno ricevuto, nonostante le reiterate richieste, alcun riscontro ed alcuna garanzia sul proprio futuro occupazionale».

Il coordinatore provinciale del sindacato, Nazzareno Piperno, informando il prefetto Carmelo Casabona, parla ancora di una «vertenza che, allo stato, non lascia intravedere alcun spiraglio per una possibile soluzione positiva, aggravando ogni giorno di più la situazione degli stessi lavoratori e delle loro famiglie».

Lo Slai Cobas ricostruisce inoltre la vicenda degli stessi lavoratori «a suo tempo assunti con grave ritardo dalla ProgettAmbiente, in aperta violazione degli impegni contenuti nell’accordo siglato in Prefettura nell’agosto 2014. Ritardo che ha poi innescato il meccanismo che di fatto ha oggi privato gli stessi della possibilità di riavere il proprio posto di lavoro anche a causa dell’atteggiamento negativo ed ostruzionistico dell’azienda subentrante che nessun riscontro ha fornito alle reiterate sollecitazioni effettuate dal sindacato in vista di una possibile soluzione».

Nell’occasione, lo stesso sindacato, avanza richiesta di essere ricevuti dal prefetto, insieme ad una delegazione dei lavoratori, per poter esporre personalmente le proprie ragioni, auspicandone un’autorevole intermediazione.