sabato,Luglio 13 2024

“Lavoro è legalità” per ridare dignità al Vibonese, iniziativa promossa da Raffaele Mammoliti – Video

Nella provincia più povera d’Italia il consigliere regionale affronta il tema del precariato e della disoccupazione: «I fondi Pnrr la grande opportunità»

“Lavoro è legalità” per ridare dignità al Vibonese, iniziativa promossa da Raffaele Mammoliti – Video
Da sinistra Martino Ceravolo, Raffaele Mammoliti consigliere regionale e Bruno Schipano Fp-Cgil

Un passato da sindacalista, da sempre in prima linea nella tutela dei lavoratori. Una missione che Raffaele Mammoliti persegue anche oggi nella sua vesta di consigliere regionale. Tra le sue priorità c’è proprio il tema del lavoro. L’incontro che si è svolto nella sala stampa del Csv, non poteva che partire da Vibo Valentia, la provincia più povera d’Italia, con il più alto tasso di disoccupazione. Il tentativo è quello di ridare alla Calabria ed al Vibonese in particolare, una nuova crescita occupazionale. «I fondi del Pnrr – ha sottolineato Mammoliti – potrebbero rappresentare la svolta». Eloquente il tema dell’incontro: lavoro è legalità.

In particolare si è discusso del precariato, una condizione in cui vivono centinaia di lavoratori. Padri e madri di famiglia senza diritti e con poche certezze. A loro ha pensato il consigliere regionale: «Recentemente  – ha dichiarato – ho fatto approvare un mio ordine del giorno che prevede che entro 90 giorni, insieme alle parti sociali, di fare un punto su tutto il precariato esistente in Calabria e la predisposizione di un piano per il lavoro che guarderà anche agli inoccupati».

Accanto a  Mammoliti, il sindacalista dell Fp-Cgil Bruno Schipano, il segretario del Pd vibonese Vincenzo Insardà e il presidente dell’Inps vibonese Sergio Pititto. «Il Covid – ha detto Pititto – ha inflitto un duro colpo all’economia, molte aziende sono state costrette a chiudere, ciò ha inevitabilmente portato a un aumento della disoccupazione, ma adesso – ha ribadito – ci sono le condizioni per ripartire», chiaro il riferimento ai fondi Pnrr.

Presente anche Martino Ceravolo, il papà di Filippo, il 19enne di Soriano ucciso dalla mafia. Quale rappresentante dell’associazione vittima del terrorismo e della criminalità organizzata, l’uomo porta avanti da anni una battaglia che interessa tutte le vittime innocenti della ‘ndrangheta. Ovvero il diritto a un lavoro. Lo stabilisce la legge. Eppure alla sua famiglia non è ancora stato riconosciuto.

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