Trenitalia studia una seconda coppia di Frecciarossa, speranze per Vibo-Pizzo?

Ancora novità in vista nel trasporto ferroviario da e verso la Calabria. In caso di esito positivo, potrebbero costituire un’opportunità anche per una fermata nel Vibonese. Ma la politica si deve far sentire
Ancora novità in vista nel trasporto ferroviario da e verso la Calabria. In caso di esito positivo, potrebbero costituire un’opportunità anche per una fermata nel Vibonese. Ma la politica si deve far sentire
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di Giuseppe Addesi

Sicuramente ai vertici di Trenitalia non saranno passate inosservate le levate di scudi per la mancata previsione di una fermata del Frecciarossa 523  nella stazione di ViboPizzo,  ma non è solo la Calabria a chiedere che vengano riviste le fermate del treno AV che, dal 3 giugno, collegherà Torino a Reggio Calabria, poiché anche l’intera area a sud di Salerno protesta per l’esclusione. E le novità potrebbero non essere finite in quanto, secondo fonti accreditate, rispondendo alle sollecitazioni provenienti dai rappresentanti del Cilento, il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del M5S, Giancarlo Cancellieri, ha reso noto che Trenitalia ha allo studio l’istituzione di una seconda coppia di  “Frecciarossa” Torino-Reggio Calabria.

Il servizio, in caso di esito positivo, verrà effettuato dal 14 giugno con fermate ad Agropoli, Vallo della Lucania e Sapri. Se così fosse, potrebbe aprirsi un’opportunità anche per lo scalo ferroviario vibonese, che potrebbe  rientrare nel gioco in maniera “indiretta” proponendosi per l’inclusione fra gli scali previsti per la seconda coppia di Frecciarossa. Molto dipenderà dalle pressioni che la politica riuscirà ad attivare. [Continua]

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Intanto il dibattito s’infiamma e i pareri si dividono tra chi ritiene che le fermate siano già troppe e chi, invece, reputa giuste le istanze dei territori esclusi. È bene, a questo punto, fare un po’ di chiarezza e tenere presente che il Frecciarossa, superata la stazione di Salerno, da “rossa” in realtà diventa “bianca”, in quanto l’Alta velocità termina nella città partenopea, non essendo presente, a sud di Salerno, la rete ferroviaria adeguata a supportare tale tipo di trasporto.

Probabilmente l’obiettivo di Trenitalia, e anche di Italo, con l’istituzione del nuovo collegamento previsto dal 3 giugno, non era sicuramente quello di portare l’Alta velocità in Calabria, cosa attualmente impossibile, bensì quello di consentire, ai viaggiatori provenienti dal Nord, di poter effettuare un tragitto per il 70 per cento con treno AV senza dover effettuare un cambio a Napoli e favorendo in tal modo i flussi turistici estivi. È infatti notorio che uno dei fattori che favoriscono gli spostamenti è proprio quello legato alla facilità e comodità dei collegamenti, consentendo al viaggiatore di arrivare nella meta prescelta per le sue vacanze senza dover affrontare il disagio legato al cambio di treno.

La “querelle” non risparmia neanche i social, dove sono innumerevoli le prese di posizione di chi ritiene che un “Frecciarossa” non può diventare un “Regionale veloce” e chi è invece del parere che una fermata nella provincia vibonese avrebbe effetti positivi sull’incremento dei flussi turistici, consentendo ad un settore particolarmente importante per l’economia del territorio di poter avere un’altra “Freccia” al proprio arco, in una congiuntura economica resa improvvisamente delicata dagli effetti del Covid-19.