Reddito di cittadinanza, partiti a Vibo i primi progetti utili alla collettività

I beneficiari dovranno svolgere diverse mansioni per un minimo di 8 ore settimanali rispondendo alla chiamata del Comune
I beneficiari dovranno svolgere diverse mansioni per un minimo di 8 ore settimanali rispondendo alla chiamata del Comune
Informazione pubblicitaria
Il Comune di Vibo. Sotto, Francesco Belsito

Sono partiti ufficialmente su base volontaria nel Comune di Vibo Valentia i primi progetti utili alla collettività (Puc) come deliberato dalla giunta comunale lo scorso gennaio,  ma che non erano stati avviati per la sospensione delle procedure derivante dalla pandemia da Covid 19. Si tratta di progetti utili alla collettività che i beneficiari del reddito di cittadinanza devono svolgere obbligatoriamente per un minimo di 8 ore settimanali ad una massimo di 16 ore, e rispondere alla chiamata dei Comuni, pena la perdita del sussidio.

Il sindaco Maria Limardo e il vicesindaco Domenico Primerano annunciano  l’attivazione dei primi 24 progetti di utilità collettiva in città, cui hanno aderito i percettori del Rdc. Il sindaco Limardo, nell’augurare a tutti i soggetti buon lavoro, fa presente che tutti i percettori del Reddito di cittadinanza nei colloqui hanno dimostrato grande dignità e voglia di lavorare, a conferma che lo Stato e i cittadini  si aiutano reciprocamente. Da una parte la pubblica amministrazione che sostiene il cittadino in un momento di difficoltà con il reddito di cittadinanza, dall’altro il cittadino che restituisce una parte del suo tempo, mettendolo a disposizione della comunità, in progetti che migliorano la qualità di vita della collettività”.

Il vicesindaco Primerano, nel ringraziare gli uffici per questo primo risultato, chiarisce che il  principio cardine dei Puc è che le attività previste nell’ambito dei progetti non sono in alcun modo assimilabili ad attività di lavoro subordinato o parasubordinato o autonomo, trattandosi di attività, contemplate nello specifico del patto per il lavoro o del patto per l’inclusione sociale, che il beneficiario del reddito di cittadinanza è tenuto a prestare e che, pertanto, non va a coprire carenze di organico. E’ prevista nei progetti anche una rotazione dei beneficiari.

Il percorso di inserimento nel Comune è stato seguito dal settore Servizi sociali diretto da Adriana Teti, coadiuvata da Giosito Ciampa. Adriana Teti ha istituito un gruppo di lavoro, affidando il coordinamento  dei progetti del Comune di Vibo Valentia alla  d.ssa Maria Rossella Colace, per individuare le mansioni idonee in base alle loro competenze pregresse e ambizioni, l’attivazione delle assicurazioni, la declinazione dei diritti e doveri, mentre il lavoro di attivazione della piattaforma GEPI e di Case manager  è stato eseguito dall’equipe delle assistenti sociali del distretto.

Nello specifico, i 12 progetti di utilità collettiva (Puc) che si svolgono e svolgeranno nella città di Vibo Valentia  si dividono in nove tipologie e riguardano l’affiancamento al personale interno degli uffici comunali, attività̀ di accoglienza, orientamento di base ai servizi, segreteria e supporto generico agli uffici comunali, attività̀ di cura, sistemazione, pulizia e valorizzazione del verde pubblico, supporto per  tutela del patrimonio pubblico, aggiuntivo e non sostitutivo di quello ordinariamente svolto dagli uffici comunali. E ancora, attività̀ di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio delle biblioteche comunali, attività̀ di custodia e portierato presso immobili pubblici e primo front office di orientamento agli uffici, attività̀ di piccola manutenzione ordinaria degli immobili comunali e degli arredi urbani. Infine, supporto alle attività̀ di sensibilizzazione, promozione e corretta esecuzione della raccolta differenziata, attività̀ di cura, sistemazione pulizia e valorizzazione delle spiagge pubbliche.