La lotta degli infermieri approda a Vibo, sit-in davanti alla Prefettura

Adesione allo stato di agitazione nazionale da parte del sindacato Nursing up che rivendica migliori condizioni contrattuali
Adesione allo stato di agitazione nazionale da parte del sindacato Nursing up che rivendica migliori condizioni contrattuali
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In data 15 ottobre migliaia di infermieri italiani hanno manifestato a Roma ed il successivo 2 novembre sono stati costretti a scioperare per 24 ore. Nonostante queste azioni di protesta, solo il ministro della Salute ha dato un timido segnale di valorizzazione della nostra professione attraverso il riconoscimento di un’indennità professionale, che però, non essendo sostenuta da adeguati finanziamenti, ha lasciato gli infermieri profondamente amareggiati e delusi. Per tale ragione il Nursing Up ha deciso di attuare «ulteriori iniziative di sensibilizzazione nei confronti del Governo italiano su tutto il territorio nazionale anche allo scopo di evitare l’acuirsi della lotta sindacale in un periodo delicato come quello attuale».

Ieri, mercoledì 16 dicembre, nel rispetto delle vigenti normative, una ristretta delegazione di dirigenti sindacali regionali ha tenuto un sit-in di protesta davanti alla Prefettura di Vibo Valentia. In tale occasione è stato consegnato al prefetto un documento contenente l’elenco delle richieste che il Nursing Up e tutti gli infermieri italiani da mesi stanno sottoponendo all’attenzione del Governo. «Chiederemo al prefetto di farsi da tramite presso il Governo, nella sua veste di rappresentante istituzionale, affinché vengano messe in cantiere azioni risolutive e definitive rispetto alle nostre legittime richieste».

Il Nursing Up chiede un«contratto autonomo ed al di fuori dal comparto;indennità professionale infermieristica mensile adeguatamente finanziata;ulteriori risorse economiche da conferire all’indennità specifica per chi assiste pazienti con rischio infettivo;immediato adeguamento delle dotazioni organiche sia degli ospedali che sul territorio; abolizione del vincolo di esclusività del rapporto di lavoro (così come già previsto per i medici);risorse economiche finalizzate all’aggiornamento professionale e riduzione dell’orario di lavoro pari ad almeno 4 ore settimanali da utilizzare per le attività di aggiornamento (così come avviene per i medici);nuove risorse economiche destinate al riconoscimento degli infermieri specialisti ed esperti (legge 43/2006) e valorizzazione della funzione di coordinamento;riconoscimento della malattia professionale in caso di infezione. Il Nursing Up è determinato a portare avanti la lotta degli infermieri italiani anche sino alla proclamazione, ove fosse necessario, di ulteriori 48 ore di sciopero».