I grandi Tir abituati a percorrere l’Italia in lungo e in largo ogni giorno restano fermi nel piazzale, in contrada Cresta Basilica, a Maierato. Qui, nel cuore del Vibonese, i costi raggiunti dal carburante hanno spezzato le gambe alle imprese che si occupano di trasporto su gomma, rendendo ogni spostamento un vero salasso. Una situazione ormai insostenibile che rischia di tradursi in una paralisi dei trasporti e dei rifornimenti. Anche perché proprio dalla provincia di Vibo Valentia arriva uno dei principali appelli alla mobilitazione degli autotrasportatori calabresi.

Angelo Derenzo, titolare della Derenzo Trasporti di Maierato, è anche il coordinatore di Fedralog per la provincia di Vibo Valentia. L’organizzazione, a seguito di un vertice alla Regione, ha proclamato un’agitazione regionale dal 16 al 20 ottobre. L’intento è quello di reclamare provvedimenti immediati da parte del Governo nazionale contro il caro-carburante: dall’abolizione delle accise agli sconti alla pompa. Ma la logica conseguenza potrebbe essere la paralisi dei rifornimenti, soprattutto verso i mercati del Centro-Nord Italia. Uno scenario che coinvolgerebbe inevitabilmente anche le imprese del Vibonese, già alle prese con costi di gestione sempre più difficili da sostenere.

Il fermo dei Tir e il rischio per i rifornimenti

«Siamo nel periodo cruciale della campagna agrumicola. Il 60-70 per cento dei trasporti verso il Nord in questo periodo si svolge con gli agrumi: fermare le macchine significa che la merce non partirà - spiega Derenzo -. E ci scusiamo fin da ora con tutti i cittadini per i disagi che si creeranno perché naturalmente nel carrello della spesa andranno a mancare anche altri prodotti. Ma noi non sappiamo più come fare».

Resta in piedi ancora una soluzione, per Derenzo. «Stiamo aspettando qualche risposta, può anche darsi che le istituzioni ci chiamino e che non ci sarà neppure bisogno di arrivare alla mobilitazione generale. Noi non vogliamo creare più disagi di quanti già non ce ne siano. L'intento è quello di interloquire con le istituzioni e l'auspicio è trovare una soluzione alla problematica».

Fino a 800 euro in più per ogni viaggio

Il trasporto su gomma è letteralmente fermo sulle quattro frecce. E bastano i conti di un'impresa di Maierato per comprendere le dimensioni di una crisi che attraversa l'intero settore.

«Oggi far partire una macchina dalla Calabria per il Nord Italia è diventato veramente un'impresa - afferma Derenzo -: sulla lunga percorrenza i costi sono aumentati del 40 per cento solo sul carburante. Parliamo di circa 1 euro a chilometro, quindi ogni singolo viaggio registriamo aumenti dai 700 agli 800 euro, a fronte di un costo del carburante che ha raggiunto i 2,45 euro a litro».

Cifre che spiegano perché anche nel Vibonese i mezzi pesanti rischino di restare parcheggiati nei piazzali anziché percorrere le autostrade italiane. Per le aziende di autotrasporto, infatti, ogni viaggio si trasforma in una corsa contro i costi, con margini sempre più ridotti e la prospettiva di lavorare in perdita.

Il confronto con la Regione e i 15 milioni stanziati

Dai tavoli istituzionali, intanto, arrivano risposte ritenute insufficienti. Anche i 15 milioni stanziati dalla Regione Calabria appaiono ben poca cosa rispetto agli esborsi previsti per le imprese del settore.

«Abbiamo fatto una manifestazione pacifica alla Regione Calabria affinché si sentisse la nostra voce, la voce di tutte quelle persone che oggi sono veramente in ginocchio - ricorda Derenzo -. Siamo stati accolti con grande cortesia dall'assessore Montuoro però, purtroppo, non abbiamo avuto risposte a parte la convocazione della Consulta. Capiamo bene che il problema non è della Regione Calabria ma del Governo centrale. Tramite la Regione avremmo voluto però un aiuto in più. I fondi che servirebbero vanno ben oltre i 15 milioni, anche perché tra autotrasportatori e agricoltori ci sono circa 14mila aziende in Calabria. Ciò significa che si andrebbero a dare circa mille euro ad azienda, un’inezia. Ormai è una situazione da Mayday, stiamo precipitando».

E mentre si attende una risposta dalle istituzioni, a Maierato i Tir restano fermi nel piazzale. Mezzi che fino a poco tempo fa macinavano chilometri ogni giorno e che oggi raccontano, anche da spenti, la crisi di un settore che minaccia di fermarsi del tutto.