Requisitoria del pm della Dda di Catanzaro, Irene Crea, nel processo nato dall’operazione denominata “Maestrale 3”. Dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia (Lupoli presidente, a latere i giudici Maccarrone e Conti), la rappresentante della pubblica accusa ha formulato le seguenti richieste di pena nei confronti degli imputati: 8 anni per Giuseppe Accorinti, detto “Peppone”, di Zungri, classe 1959; 3 anni per Rocco Arena, cl ’87, di Rosarno; 15 anni per Angelo Bartone, di Paravati, classe 1975; 15 anni per Rocco Cono Fusca, cl ’67, di Cessaniti; 15 anni per Domenico Galati, classe 1984, di Mileto; 6 anni per Francesco Mangone, classe 1980, di Mileto; 3 anni per Giuseppe Navarra, cl ’91, di Rombiolo; 6 anni per Valerio Navarra, cl ’93, di Pernocari di Rombiolo; 3 anni per Simone Rettura, cl ’88, di Mileto.
L’operazione prende in esame un vasto narcotraffico di cocaina e marijuana messo in piedi dai clan del Vibonese con importazioni dal Sud America e dall’Albania. Fatta luce anche su un traffico di eroina e hashish. Altri imputati hanno invece scelto da tempo il rito abbreviato e la loro posizione è al vaglio della Corte d’Appello di Catanzaro.
Il reato associativo finalizzato al narcotraffico viene contestato ad Angelo Bartone, Rocco Cono Fusca, Domenico Galati, Michele e Armando Galati, Salvatore Ascone, Rocco Ascone, Laurentiu Nicolae (gli ultimi cinque processati con rito abbreviato). Per il reato associativo si è invece già proceduto per la posizione di Giuseppe Accorinti nell’ambito del processo Rinascita Scott.
La complessa attività investigativa è stata condotta dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Vibo Valentia e ha consentito di delineare il coinvolgimento, nell’associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti, di elementi di vertice delle articolazioni di ‘ndrangheta dei locali di Mileto e Zungri (come Michele Galati e Giuseppe Accorinti), nonché i canali di approvvigionamento degli stupefacenti, con rotte provenienti anche dall’estero, in particolare dall’Albania, nonché i canali di rivendita anche fuori dalla regione Calabria, quali quelli diretti verso la Sicilia.

I ruoli

Domenico Galati sarebbe stato invece il finanziatore di ingenti quantitativi di stupefacente, nonché il soggetto deputato a reperire e detenere la droga per conto del sodalizio. Armando Galati, in qualità di partecipe, avrebbe sfruttato autonomi canali di rifornimento, fornendo al gruppo ingenti quantitativi di stupefacente. Angelo Bartone avrebbe invece coadiuvato Michele Galati nelle sue attività occupandosi dell’attività di cessione al dettaglio della droga e del procacciamento di nuovi acquirenti, mentre Rocco Cono Fusca sarebbe stato alle dipendenze di Giuseppe Accorinti con il compito di occuparsi dell’attività di acquisto, trasporto e consegna dello stupefacente, nonché della vendita del narcotico fuori regione.
Salvatore Ascone, alias “Pinnularu”, avrebbe ricoperto invece il ruolo di finanziatore, promotore e organizzatore del narcotraffico, vantando autonomi canali di approvvigionamento rifornendo stabilmente il sodalizio di ingenti quantitativi di stupefacente, avvalendosi dell’opera di intermediazione del figlio Rocco, dell’operaio rumeno Laurentiu Gheorghe Nicolae e di Emanuele Mancuso.
Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, la contestazione mossa agli altri restanti imputati. Dopo la requisitoria del pubblico ministero hanno iniziato gli interventi difensivi alcuni avvocati degli imputati. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Giuseppe Orecchio, Giovanni Vecchio, Michele Eramo, Tommaso Zavaglia, Luigi La Scala, Elisabetta Ascone, Michele Novella.