Nel 2025, i trasferimenti di residenza tra i Comuni italiani hanno registrato una crescita vigorosa, raggiungendo quota 1 milione 455mila, con un incremento di oltre 70mila unità rispetto all’anno precedente (+5,1%).

Questa dinamica non riguarda solo i cittadini italiani (+3%), ma vede un’accelerazione particolarmente intensa tra gli stranieri residenti, i cui spostamenti interni sono aumentati del 14,8%. Di conseguenza, il peso della componente straniera sulla mobilità interna è salito al 19,5%.

Lo dice il report Istat sulle “Migrazioni interne ed internazionali della popolazione residente negli anni 2024-2025”.

Dall'analisi emerge per la Calabria un quadro di forte criticità demografica, posizionandola come una delle regioni italiane più colpite dai fenomeni di spopolamento, sia verso le altre regioni italiane che verso l'estero.

La regione continua a mostrare una dinamica migratoria interna estremamente sfavorevole. Nel 2025 ha registrato una delle perdite più accentuate del Paese, con un tasso migratorio interno pari al -3,8 per mille.

Tra tutte le regioni del Mezzogiorno, la Calabria detiene il tasso di emigratorietà più elevato verso il Centro-Nord. Quasi otto individui su ogni mille residenti hanno lasciato la regione per trasferirsi nelle aree settentrionali o centrali dell'Italia.

Anche per quanto riguarda gli espatri (cittadini italiani che si trasferiscono fuori dai confini nazionali), la Calabria presenta dati preoccupanti. Insieme al Molise, registra uno dei tassi di emigratorietà verso l'estero più alti del Mezzogiorno, con circa tre italiani ogni mille residenti che lasciano il Paese.

Crotone si conferma la provincia con il tasso di emigratorietà interna più alto d’Italia (9,5 per mille), segnalando una fortissima spinta all'abbandono del territorio verso altre zone del Paese.

Vibo Valentia detiene il primato nazionale per il tasso di espatrio più elevato (4,9 per mille), indicando che in questa provincia la propensione dei cittadini italiani a trasferirsi all'estero è la più alta di tutta la penisola.

Nel complesso il 31,3% degli spostamenti dalla Calabria è avvenuto in direzione Lombardia. Il 15,3% verso il Lazio, il 14,5% verso l’Emilia-Romagna, l’8,1% verso il Veneto e il 7,7% verso la Toscana. Altre regioni del Nord Italia mettono insieme il 21,3%

Il quadro nazionale

Il Nord Italia si conferma l'area più attrattiva, con tassi migratori interni positivi nel Nord-est (+1,6 per mille) e nel Nord-ovest (+1,3 per mille). Al contrario, il Mezzogiorno continua a perdere abitanti: nel 2025 il tasso migratorio è stato del -2,6 per mille al Sud e del -1,8 per mille nelle Isole. Regioni come la Basilicata (-5,5 per mille) e la Calabria (-3,8 per mille) mostrano le ferite più profonde di questo esodo interno. A livello provinciale, il contrasto è stridente: mentre Pavia svetta con un tasso di attrattività del +5,3 per mille, Matera registra il dato più critico (-6,3 per mille).

L’emorragia di giovani

Tra il 2019 e il 2024, 247mila giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni hanno lasciato l'Italia. Gli ingressi dall’estero di 454mila under 35 hanno ampiamente compensato la perdita della componente italiana. Nel 2025 le uscite dei giovani italiani hanno registrato una brusca frenata, riducendosi del 29,2% rispetto al 2024.

Il Mezzogiorno ha perso complessivamente 150mila laureati: 122mila sono stati i trasferimenti verso il Centro-Nord e 28mila gli espatri.

La Lombardia ha segnato, in 5 anni, un guadagno netto di 40mila laureati: nonostante ne perda 18mila verso l'estero, ne acquisisce 58mila dalle altre regioni. La Campania ha registrato invece una perdita di 42mila laureati, 34mila verso altre regioni e 8mila verso l'estero.