Da domenica 8 novembre fare il pieno di gasolio costerà di più. Il governo non ha prorogato il taglio delle accise di 4,88 centesimi al litro, Iva compresa, introdotto il 28 ottobre scorso e rimasto in vigore fino a oggi, sabato 7 novembre. La misura è arrivata a scadenza senza che sulla Gazzetta ufficiale comparisse un nuovo provvedimento per prolungarla. Il risultato è un possibile aumento dei prezzi alla pompa che rischia di pesare sulle tasche degli automobilisti e delle imprese di autotrasporto.

Per un pieno da 50 litri, il maggiore costo fiscale sarà di 2,44 euro, a parità delle altre componenti del prezzo. Una prospettiva che interessa da vicino anche la Calabria, dove i carburanti presentano già prezzi superiori alla media nazionale. Secondo le rilevazioni aggiornate al 7 novembre, nella regione il gasolio self-service costa mediamente 2,242 euro al litro, contro i 2,224 euro della media italiana. La benzina si attesta invece a 2,014 euro, a fronte di una media nazionale di 2,001 euro.

Quanto costerà il pieno da domenica

Il provvedimento adottato a fine ottobre aveva temporaneamente ridotto l'accisa sul gasolio a 632,90 euro per mille litri, utilizzando le maggiori entrate Iva generate dall'aumento delle quotazioni petrolifere. Uno sconto limitato nel tempo, che ha consentito di contenere almeno parzialmente il prezzo del diesel.

Con la sua scadenza, dal primo minuto di domenica 8 novembre viene meno il beneficio fiscale. L'impatto teorico è di quasi cinque centesimi per ogni litro acquistato, ma questo non significa necessariamente che tutti i distributori aumenteranno i listini nella stessa misura.

A complicare le previsioni interviene infatti l'andamento del mercato petrolifero internazionale, che negli ultimi giorni ha mostrato segnali di ribasso.

Petrolio in calo, possibili effetti sui prezzi

Secondo Adusbef, la fine dello sconto sulle accise arriva in una fase nella quale il prezzo del petrolio sta diminuendo. In particolare, l'associazione segnala una flessione del Brent del 16,2% in pochi giorni, una dinamica che potrebbe favorire ulteriori riduzioni dei prezzi alla pompa, compensando almeno in parte il maggiore carico fiscale.

Il quadro resta quindi incerto: da una parte il ritorno delle accise ai livelli precedenti, dall'altra la possibilità che il calo delle quotazioni internazionali venga trasferito sui prezzi praticati agli automobilisti.

Intanto, gli ultimi dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano una leggera discesa dei carburanti. Sabato 7 novembre il prezzo medio nazionale in modalità self-service è arrivato a 2,001 euro per la benzina e 2,224 euro per il gasolio. In autostrada le medie risultano più elevate, rispettivamente 2,029 e 2,277 euro al litro.

Il ministero sottolinea inoltre che, grazie ai tetti di prezzo ai quali hanno aderito le principali compagnie, in gran parte della rete stradale i listini self-service restano inferiori a 2 euro al litro per la benzina e a 2,20 euro per il diesel.

Decreto Bollette, il governo punta a ridurre le tariffe elettriche

Mentre si esaurisce lo sconto fiscale sul gasolio, resta aperta un'altra partita che riguarda direttamente famiglie e imprese: quella del decreto Bollette bis, atteso lunedì 9 novembre sul tavolo del Consiglio dei ministri.

Il provvedimento punta ad abbassare il costo dell'energia elettrica attraverso un tetto al prezzo del gas utilizzato per produrla. L'ipotesi sul tavolo prevede un limite di 58,9 euro al megawattora, secondo un meccanismo già sperimentato nella penisola iberica e concordato con la Commissione europea.

L'obiettivo è ridurre il prezzo all'ingrosso dell'elettricità e, di conseguenza, alleggerire le bollette. La differenza tra il tetto stabilito e il prezzo di mercato del gas verrebbe rimborsata ai produttori attraverso un meccanismo finanziato dalle stesse bollette elettriche, con un risparmio netto atteso per i consumatori.

Il rinvio dell'approvazione, inizialmente prevista giovedì, non sarebbe legato alla misura principale, ma a un problema di contabilità pubblica. La Ragioneria dello Stato ha sollevato rilievi sull'utilizzo nel 2027 dei proventi derivanti dalla vendita, nel 2026, del gas accumulato durante la crisi energetica del 2022. Il ministero dell'Economia ha avviato un confronto con l'Unione europea per individuare una soluzione.

Risparmi sulle bollette, stime molto diverse

Sui benefici concreti del nuovo decreto le valutazioni restano distanti. Confcommercio ipotizza una riduzione delle bollette elettriche delle imprese fino al 10%, un alleggerimento significativo soprattutto per le attività commerciali maggiormente esposte ai rincari energetici.

L'associazione ricorda che nel terzo trimestre del 2026 la spesa elettrica è aumentata del 133% per i bar, del 68% per gli alberghi e del 67% per le grandi superfici commerciali.

Molto più prudente la valutazione del think tank sul clima Ecco, secondo il quale il risparmio derivante dal provvedimento potrebbe fermarsi ad appena 1,40 euro al mese.

Due stime che evidenziano quanto sia ancora aperto il confronto sull'efficacia delle misure.