Depositate osservazioni tecniche formali in opposizione al progetto fotovoltaico Pizzo-Vinci e chiesta una specifica tutela per l’area. L’intervento nasce dalle sollecitazioni dell’Associazione contadini di Maierato che pressa la Regione: «Nessuna risposta alla nostra richiesta di audizione»
Tutti gli articoli di Economia e Lavoro
PHOTO
Osservazioni tecniche formali in quattro punti - relativi ad altrettanti ambiti ostativi - sono state presentate dalle organizzazioni professionali agricole della Calabria in opposizione al progetto Pizzo-Vinci, relativo, com’è noto, alla realizzazione di un impianto agrivoltaico di 73 ettari in località Vinci-Perroni: territorio di Pizzo Calabro che insiste sulla Piana degli Scrisi al confine con Maierato.
I vertici regionali di Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri, attraverso il documento sottoscritto dai rispettivi presidenti Nicodemo Podella, Franco Aceto, Alberto Statti e Francesco Macrì, in calce alle osservazioni chiedono inoltre che, nell’ambito della procedura di individuazione delle aree idonee e non idonee alla realizzazione di impianti da fonti rinnovabili si valuti la possibilità di assicurare una specifica tutela alla Piana degli Scrisi, «in ragione delle caratteristiche agricole, produttive, ambientali e paesaggistiche dell’area». A margine dell’invio delle osservazioni, le stesse organizzazioni hanno diramato una nota stampa congiunta nella quale, tra le altre cose, si chiede un «intervento al presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, per esprimere ferma opposizione alla realizzazione del progetto» e un incontro allo stesso governatore.
«La mobilitazione - si spiega - nasce dal forte allarme sollevato dal comparto agricolo e dalle istituzioni locali. Segue l'affollata assemblea pubblica svoltasi il 24 luglio scorso a Maierato». Le sigle sindacali precisano che «non si tratta di un'opposizione ideologica alle energie rinnovabili. La transizione energetica non deve però compromettere territori agricoli produttivi di pregio».
Le ragioni degli agricoltori e le richieste a Occhiuto
Quindi aggiungono «la Piana degli Scrisi rappresenta un presidio unico di biodiversità ed eccellenza agroalimentare». Le associazioni evidenziano quattro principali fattori di rischio legati al progetto: «perdita del grano antico "Rosìa": area fondamentale per questa coltivazione protetta da riconoscimento ministeriale; interferenza con marchi Dop e Igt: il sito rientra nel disciplinare del Pecorino del Poro Dop ed è coinvolto nell'iter dello Zibibbo Igt; danni al patrimonio storico e paesaggistico: distesa di pannelli che cancellerebbe l'identità rurale e i beni archeologici; consumo di suolo: violazione dei princìpi di tutela e salvaguardia della sicurezza alimentare regionale».
Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri ricordano che «l'impatto socio-economico ha già unito le amministrazioni locali in un fronte compatto. I Comuni di Maierato, Filogaso e Pizzo hanno infatti già formalizzato il proprio diniego tramite specifiche delibere di Giunta e Consiglio».
Dunque, i presidenti regionali «chiedono al presidente Roberto Occhiuto un tempestivo intervento istituzionale per bloccare l'opera. Le Organizzazioni propongono di favorire l'installazione di impianti su aree industriali dismesse, tetti e superfici già edificate, salvaguardando il suolo agricolo. Viene infine richiesto un incontro urgente con la Regione».
Le sollecitazioni dell’Associazione contadini di Maierato
L’intervento delle organizzazioni agricole arriva dopo le sollecitazioni dell’Associazione contadini di Maierato che, lo scorso sabato 8 agosto, aveva inviato una nota formale ai vertici regionali auspicando «una tempestiva e autorevole interlocuzione» delle stesse con le «competenti istituzioni regionali».
La stessa Acm, alla luce del riscontro ottenuto, commenta: «la nostra azione di stimolo e sensibilizzazione alle istituzioni e alle forze sociali incassa un segnale positivo da parte delle quattro organizzazioni di categoria, che hanno depositato le loro osservazioni di contrarietà al progetto "Pizzo Vinci"».
E si aggiunge: «Il presidente Vincenzo Griffo, durante la nona edizione della Festa della trebbiatura, aveva già lasciato intendere che, insieme agli associati, non andrà in vacanza è continuerà nel percorso democratico e civile per trovare, insieme ad istituzioni e forze sociali le dovute alternative al progetto. All'Asm - si ricorda infine - non è ancora ancora pervenuta risposta, da parte del presidente Occhiuto e degli assessori regionali Montuoro e Gallo, alla richiesta di audizione inviata la settimana scorsa. Ricordiamo inoltre che quello di Sant'Onofrio è l'unico Comune che non ha prodotto alcun deliberato» conclude l’associazione dei contadini.






