Sanità in ginocchio, Domenico Consoli lancia “Lo spillo”: «Rivendichiamo i nostri diritti»

L’appello del primario emerito a «tutte le sensibilità tecniche, culturali, professionali e ai liberi cittadini per diventare pungolo e incanalare la protesta nelle sedi adeguate»
L’appello del primario emerito a «tutte le sensibilità tecniche, culturali, professionali e ai liberi cittadini per diventare pungolo e incanalare la protesta nelle sedi adeguate»
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Il primario di Neurologia Domenico Consoli
Il primario emerito Domenico Consoli
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Definisce la sua iniziativa “Lo spillo”. Un pungolo che intende “stimolare le coscienze per un sistema sanitario calabrese universale ed equo”. Il primario emerito dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Domenico Consoli, già direttore del reparto di Neurologia dell’ospedale cittadino, non intende arrendersi di fronte al costante depauperamento del settore sanitario e invita la società civile ad unirsi a quella che in altri termini definisce una “battaglia di civiltà”. Lo fa partendo dal descrivere lo stato attuale dello Jazzolino che etichetta senza appello come “struttura sempre più fatiscente ed inadeguata”. Così, passa ad elencare la cancellazione delle Unità operative complesse di «Nefrologia, Malattie Infettive, Otorinolaringoiatria, Oculistica, Laboratorio Analisi, Microbiologia, Immunoematologia-centro trasfusionale, Medicina Nucleare (cronologicamente la prima in Calabria)». E ancora, sono «scomparse dallo Jazzolino le Uoc di Urologia, Oncologia (Uos), Riabilitazione. Mai attivate le Uoc di Anatomia patologica, Neonatologia, Dermatologia. Mai attivata Ingegneria clinica o Bioingegneria. Ufficio Tecnico e struttura di manutenzione depotenziata e carente. Depotenziamento sul piano chirurgico. Marginale l’attività di Ortopedia, inesistente Orl. Primari silenti. Politica assente (si apprezza, di converso, l’iniziativa del Prefetto. Si prende atto altresì dell’impegno del direttore generale facente funzioni, seppur “amministrativamente limitato”».

E i mali del principale presidio ospedaliero del territorio non finiscono qui. «Si è passati negli ultimi 20 anni  – spiega Consoli – da oltre 300 pasti al dì a meno di 100, ad un depauperamento intollerabile dei servizi, assenza di copertura pomeridiana, notturna e festiva nelle urgenze di Orl o di Oculistica, sottrazione di mezzi all’urgenza per trasferimenti “futili”, talora per consulenze. Un ospedale depotenziato – aggiunge il primario emerito -, privato delle sue funzioni istituzionali, dove i medici in servizio fanno salti mortali per dare risposte possibili, talora con ottimi risultati, seppur di fronte a rischi personali ma in assenza di adeguate sinergie e con percorsi adattati alle potenzialità strutturali/tecnologiche e di figure specialistiche di riferimento, difficilmente implementabili». Quindi si chiede: «di fronte a questo il silenzio (rassegnato? impotente? prono?) voglio chiamare a raccolta tutte le sensibilità tecniche, culturali, professionali, i liberi cittadini per diventare pungolo, stimolo per una coscienza civica al fine di incanalare la protesta nelle sedi adeguate per rivendicare un diritto costituzionale, quello di una sanità equa ed universale. Chi volesse aderire invii mail a lospillovv@gmail.com (dottor Domenico Consoli)».

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