Comune Vibo, approvato il Bilancio restano le incertezze in Consiglio

Il voto favorevole di Vibo Unica tranquillizza il sindaco Costa ma le opposizioni continuano a far leva sulle incongruenze. Lo Schiavo: «Luciano passi in minoranza e si torni al voto». Marasco (SI): «Il sindaco ha consenso in aula ma non in città» 

Il voto favorevole di Vibo Unica tranquillizza il sindaco Costa ma le opposizioni continuano a far leva sulle incongruenze. Lo Schiavo: «Luciano passi in minoranza e si torni al voto». Marasco (SI): «Il sindaco ha consenso in aula ma non in città» 

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L'aula consiliare di Palazzo "Luigi Razza"
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È passato con i voti della maggioranza e con quelli del gruppo Vibo Unica (recentemente posizionatosi su un fronte critico che l’ha portato ad abbandonare i ruoli di primo piano in precedenza rivestiti) il Bilancio di previsione 2018 del Comune di Vibo Valentia. Un atto di indirizzo fondamentale per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Elio Costa che ha così incassato un risultato che, stante le tensioni che si erano registrate alla vigilia del voto in aula, assume connotazioni politiche non secondarie.

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Sul punto, all’indomani del consiglio comunale, non sono mancate le prese di posizione da parte dei partiti di opposizione che non hanno mancato di avanzare i propri distinguo. In particolare Antonio Lo Schiavo, già candidato a sindaco del centrosinistra e componente del gruppo Progressisti per Vibo, ha rilevato come «alla presa d’atto delle mancanze dell’Amministrazione Costa non sia seguita, da parte di Vibo Unica, la fuoriuscita della maggioranza bensì la dichiarazione di un “appoggio esterno” che i cittadini faticano a comprendere. Per noi la strada da seguire – ha aggiunto – è che il gruppo di Luciano si unisca alle opposizioni raggiungendo così i numeri per andare al voto. Da parte nostra confermiamo la volontà di presentare le dimissioni, contestualmente a quelle di Pd e di Vibo Unica, evitando un’agonia di altri due anni ad una città ormai sofferente». Quindi la stoccata di Lo Schiavo agli ex compagni di partito affidata a Facebook: «chi pensa di rappresentare il Pd vibonese – ha detto – è in evidente stato confusionale. Invece di fare un serio bagno di umiltà, dopo il risultato elettorale, non passa giorno che non preferisca dividere ed attaccare, più o meno direttamente e senza motivo alcuno, anche chi è stato il candidato a sindaco del centrosinistra (in realtà come fa dal primo giorno dopo le elezioni amministrative) e gli altri consiglieri del suo gruppo, ritenendo invece una “risorsa” chi con il suo voto favorevole al bilancio, continua a mantenere in vita l’amministrazione di centrodestra a guida Costa. Ci sarebbe da chiamare uno specialista, uno bravo però! Per fortuna queste posizioni strampalate non rappresentano i tanti che in questi anni si sono allontanati dalla partecipazione attiva e oggi chiedono di ricostruire (viste le macerie) senza polemiche e rancori e senza coloro che hanno portato a questo stato di cose».

Ai rilievi di un’opposizione interna al Consiglio seguono quelli di una forza esterna all’aula: Sinistra Italiana che, per voce del segretario provinciale Gernando Marasco, sul punto ha riferito: «giorni fa, dopo le dimissioni del presidente del consiglio comunale e degli assessori di Vibo Unica, abbiamo dichiarato che Vibo Valentia ha bisogno di tornare al voto per sperare in un rilancio e che è inutile andare alla ricerca di numeri per vivacchiare in Consiglio. Quest’ultimo concetto, peraltro condiviso anche da altri soggetti politici, è stato smentito nella seduta del consiglio comunale di lunedì scorso: tra “responsabili esterni”, astenuti e oppositori non pervenuti, Costa ha dimostrato di averceli eccome, i numeri. Dopo venti giorni di riunioni, di dimissioni depositate in freezer ma pronte in soli cinque minuti di microonde, di toto-assessori e toto-presidenti, la montagna ha partorito il topolino». E ancora: «se su trentadue consiglieri, i voti contrari sono solo cinque del Pd (votazione nella quale ci rispecchiamo anche noi di Sinistra Italiana), vuol dire che la maggioranza del sindaco Costa ha tutta l’autonomia e l’agibilità per proseguire la sua azione politico-amministrativa. Crediamo che il consenso a Palazzo Luigi Razza sia ben maggiore di quello tra i cittadini, ma per la dimostrazione bisognerà aspettare democraticamente la scadenza del mandato quinquennale. Resta da capire chi sarà il nuovo presidente o, perché no, “presidenta” del Consiglio e se i nuovi i futuri assessori saranno all’altezza degli uscenti dimissionari, che avevano fatto attecchire la raccolta differenziata e attuato politiche sociali in modo incisivo. Molto probabilmente saranno figure vicine al sindaco o a Forza Italia (che poi le cose in questa fase coincidono); ma questo, lo diciamo noi di sinistra ideologicamente lontani a liberali e liberisti, di per sé non costituisce un fatto negativo agli occhi dei vibonesi. In un Paese dove persino i Cinque Stelle dialogano con Berlusconi, l’egemonia di Forza Italia nella Giunta di Vibo Valentia non può essere motivazione valida e sufficiente per abbondare la maggioranza: dai consiglieri di Vibo Unica ci aspettiamo, ben disposti all’ascolto, che illustrino ai cittadini vibonesi il dove, il quando e il perché l’Amministrazione Costa è deficitaria».

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