Comune Vibo, la mossa di Luciano: «Torniamo in maggioranza se Costa rinuncia ai “rattoppi”»

L’ex presidente del consiglio comunale si dice anche disposto a «rinunciare ad ogni postazione purché il sindaco indichi un percorso concreto per uscire dallo stallo»  

L’ex presidente del consiglio comunale si dice anche disposto a «rinunciare ad ogni postazione purché il sindaco indichi un percorso concreto per uscire dallo stallo»  

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stefano luciano
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Novanta giorni di stallo. Nessuna via d’uscita all’orizzonte. Problemi su problemi che in città si continuano ad accumulare. La crisi politica di Palazzo Luigi Razza impone una presa di coscienza, anzi «un profondo senso di responsabilità» che consenta alla città di ripartire. Almeno dal punto di vista dell’assetto amministrativo. È questo, in sintesi, il pensiero dell’ex presidente del consiglio comunale dimissionario Stefano Luciano. Lo stesso che sta, in questi giorni, lavorando ad un ritorno a pieno titolo del suo gruppo Vibo Unica nella maggioranza a sostegno del sindaco Elio Costa e che, in una nota, spiega ora come quel quadro si possa ricomporre solo a determinate condizioni. In prima istanza, Luciano ritiene necessaria una «presa d’atto da parte del sindaco e di tutti i gruppi di maggioranza che ad oggi l’attività amministrativa è sofferente e che merita di essere rilanciata individuando un percorso serio volto alla risoluzione dei problemi urbanistici, ambientali, sociali». Per poi proseguire precisando che «nessuna ricomposizione può avvenire nel caso di allargamento a gruppi consiliari rispetto ai quali non è possibile dimostrare di essersi prodigati, mediante azioni e proposte concrete, a risolvere e o migliorare un solo aspetto dell’attività amministrativa e composti peraltro da soggetti che per volontà dell’allora candidato Costa, non sono stati ammessi nelle liste elettorali». Il riferimento è, verosimilmente, ai consiglieri che si rifanno al consigliere regionale Vincenzo Pasqua, in predicato di entrare in maggioranza

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Per Luciano non a caso «la preventiva selezione delle liste elettorali, non può successivamente essere elusa attraverso accordi poco trasparenti che rappresentano un tradimento rispetto al patto sancito con gli elettori». Quindi l’elemento di aperura e disponibilità: «Vibo Unica – asserisce Luciano -, è disposta a rinunciare ad ogni postazione, purché il sindaco indichi processi di sviluppo alternativi allo stato di stallo attuale sempre nel rispetto della selezione delle liste elettorali e senza rattoppi inutili e nocivi, rimanendo a disposizione per ogni possibile sviluppo che rafforzi quella originaria volontà del progetto amministrativo, di essere finalizzato a governare in maniera produttiva una città in difficoltà».

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