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Rosetta Mazzeo è la prima donna a sedere sullo scranno più alto di Palazzo dei normanni ma è anche il terzo primo cittadino consecutivo proveniente dalla popolosa frazione. Ecco i fattori che hanno contribuito alla sua elezione. E Giordano precisa: “Noi lontani dai compromessi” 

La Villa della gioia, simbolo di Paravati
Politica

La vittoria di Rosetta Mazzeo alle elezioni comunali di domenica scorsa, se da una parte rappresenta un unicum nel panorama politico locale dall’altra conferma un trend in auge ormai da più di un decennio nella cittadina normanna. L’infermiera professionale dell’Asp vibonese, da sempre impegnata nel sociale e in politica, è il primo sindaco donna della storia di Mileto. D’altro canto, però, essa rappresenta il terzo primo cittadino espressione della frazione di Paravati che, consecutivamente, si accinge ad occupare lo scranno più alto di Palazzo dei normanni. Tanti i motivi che hanno portato a tale conclusione. Fermo restando che nessuno dei due candidati a sindaco si poteva fregiare di rappresentare il nuovo, vista la lunga e, tra l’altro, in parte comune militanza tra le fila de “La Locomotiva”, ad agevolare il compito alla Mazzeo sono stati, tra l’altro, il percorso lineare di centrosinistra intrapreso sin da principio dalla lista civica “SiAmo Mileto”, ma anche la frammentazione, le guerre intestine e le manie di protagonismo da molto tempo in essere nella città capoluogo, ancor di più le promesse non mantenute nelle ore calde della composizione delle liste e le conseguenti vendette trasversali. 

Soprattutto queste ultime, conti alla mano, hanno contribuito in modo decisivo alla vittoria del nuovo sindaco di Mileto. Pur partendo in salita per le motivazioni appena elencate, l’avvocato Fortunato Salvatore Giordano grazie ad una campagna elettorale accorta ha via via recuperato parte del divario con la lista avversaria, tant’è che alla fine ha perso la competizione per “soli” 200 voti. Un distacco esiguo se si pensa da dove era partita “Città futura”, progetto concretizzatosi a poche ore dallo scadere del termine utile per la presentazione delle liste, dopo infiniti tira e molla e dopo aver, per motivi variegati, fatto terra bruciata. La campagna elettorale, da ambo le parti è stata pacata nei toni, ma non nella sostanza e nei contenuti. In tema di composizione delle liste, entrambi i contendenti, chi più chi meno, su temi caldi hanno alla fine ceduto a compromessi. 

Rimangono i numeri, i 200 voti di scarto che, alla luce della decisione di alcuni gruppi di sostenere, più o meno apertamente, Rosetta Mazzeo per protesta contro i presunti “traditori” della parte avversa, trovano una spiegazione logica che, semmai ce ne fosse bisogno, contribuisce ad alimentare ancor di più il rammarico e i rimpianti per Natino Giordano e “Città futura”. Tra pochi giorni ci sarà il primo consiglio comunale. Il sindaco ha già dichiarato che sarà “il rappresentante di tutti” e che lavorerà “per garantire i propri diritti a ogni abitante del territorio”. L’opposizione, dal canto suo, è pronta a fare “opposizione intransigente e senza sconti”.  La speranza, che è l’ultima a morire, è che si passi dalle parole ai fatti e che ognuno faccia finalmente la sua parte, smentendo i tanti disillusi che, dopo tanti anni di oblio, stentano a credere che ci possa essere un effettivo cambio di rotta, con tanto di rilancio del territorio. 

In relazione a quanto su esposto, da Salvatore Fortunato Giordano, capolista di “Città futura” riceviamo e pubblichiamo quanto segue: “A Città Futura non può essere ricondotto alcun compromesso di sorta  e la frase: ‘entrambi i contendenti, chi più chi meno, su temi caldi hanno alla fine ceduto a compromessi’, per quanto ci riguarda, non corrispondente neanche nei sogni a verità. La nostra lista è stata e sarà una lista libera da qualsiasi condizionamento  ed è nata non all’ultimo istante, quanto da un percorso lineare, il nostro,  dibattuto e discusso per tanti mesi, che sin dall’inizio ha avuto come caposaldi i principi della legalità e trasparenza amministrativa. Nessuna frammentazione c’è stata nella nostra compagine, né mai abbiamo inteso fare “terra bruciata”. Anzi , nonostante l’autonomia nei numeri della lista, abbiamo sempre aperto al dialogo con gli altri, ponendo sempre in discussione la nostra candidatura a sindaco, ma l’accordo non si è raggiunto per altre varie motivazioni. Quello a cui si riferisce l’articolo, semmai sarebbe riferibile ad alcuni altri gruppi nati sul territorio di Mileto, che avevano in comune, solo a parole, gli stessi fini e principi di Città Futura. Per poi, ma non tutti, incoerentemente, per usare un eufemismo, non si sa per quali ravvisabili ragioni, passare a votare con la lista che si proponevano inizialmente di combattere. Quanto all’altra lista,  non mi pare che il percorso possa essere descritto come lineare, soprattutto se si consideri che, fino a un mese prima della presentazione delle liste, la loro candidata sindaco figurava nell’elenco dei candidati di Città Futura e contribuiva in maniera fattiva alla formazione del nostro progetto, passando dall’altra parte con il sostegno di personaggi da noi lottati nella precedente amministrazione. Ringrazio comunque per il riconoscimento del lavoro “pulito” fatto  al sottoscritto e alla campagna interesante che abbiamo unilateralmente proposto, rammaricandoci solo di non poter dare risposte dirette ai tanti cittadini che hanno creduto in Noi. Ma ripeto, Noi restiamo in sella e non ci abbattiamo, saremo presenti anche nelle future competizioni portando avanti sempre in maniera coerente il nostro progetto”.    

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