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Il sindacato rileva come, negli anni, le imposizioni dello Stato in materia «hanno ridotto sul lastrico l’ente intermedio vibonese»

La Provincia di Vibo Valentia
Politica

«Insostenibili, gravosi e irresponsabilmente replicati negli anni, a partire dal 2013 a oggi. È quello che abbiamo sempre sostenuto rispetto ai prelievi forzosi applicati alle casse delle province e che hanno determinato una situazione di generalizzato dissesto. La Corte costituzionale, infatti, ha giudicato illegittimo il prelievo forzoso imposto dallo Stato ai danni delle Province. Con il pronunciamento della Consulta, in linea con quanto da anni sosteniamo, finalmente si fa giustizia su di una legge di ‘riforma’ che ha portato le Province e le Città metropolitane sull’orlo di un baratro, tra tagli alle risorse, servizi che arrancano e lavoratrici e lavoratori in costante rischio. Per quanto ci riguarda, poi, l’ente intermedio di Vibo Valentia ne è un caso emblematico: da anni, esattamente dal 2011, la Provincia di Vibo Valentia versa in enormi difficoltà economiche, ovvero in dissesto finanziario, che ciclicamente si riversano sui lavoratori e, quotidianamente, sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini». A riferirlo in un comunicato stampa è la segreteria provinciale della Cgil Funzione pubblica di Vibo, evidenziando come «dal 2013 a oggi, poi, in ragione del prelievo forzoso, sono state sottratte dalle casse delle Province risorse pari a oltre 4,3 miliardi di euro, che hanno determinato effetti negativi concreti sui lavoratori e sui cittadini. Servizi quali, ad esempio, la manutenzione di strade e scuole in molte situazioni non sono da tempo erogati, per non parlare poi del mancato pagamento di stipendi, così come di tantissimi enti in situazione di vero e proprio dissesto. Per queste ragioni, alla luce della sentenza dell’alta Corte, ora è tempo di garantire a questi enti risorse tali da offrire ai cittadini le risposte che meritano in termini di servizi e alle lavoratrici e ai lavoratori la tutela dei loro diritti».

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