Carattere

Intervento dell’esponente del Partito democratico in consiglio comunale che stigmatizza le scelte di Costa: «Questa amministrazione ha sbagliato tutto»

Politica

«Anche Schettino rimarrebbe sorpreso da quanto sta succedendo al comune di Vibo Valentia. Nuovi assessori che salgono su una nave che affonda a picco, senza battere ciglio, per il sol gusto di occupare una poltrona, nella Giunta più fallimentare della storia della nostra città. Costa, continua a nominare assessori, con una disinvoltura disarmante, non accorgendosi che la nostra città si ritrova nel degrado assoluto. Ma forse questo è quello che riesce meglio di ogni altra cosa: 11 assessori cambiati in soli tre anni sono da Guinness dei primati. Questa situazione è la conseguenza di una gestione disastrosa: dall'ambiente al commercio, passando per sicurezza e centro storico, quest'amministrazione ha sbagliato ogni scelta (quando le ha prese). Il problema, se ne prenda atto, è di impostazione, e non si risolve con un rimpasto». È quanto riferisce in un comunicato stampa il consigliere comunale del Partito democratico a Vibo, Giuseppe Cutrullà, bocciando su tutta la linea, l’ennesimo rimpasto di Giunta operato dal sindaco Elio Costa

Cutrullà parla espressamente di «un’amministrazione che è al fallimento ed a farne le spese è l’intera città tornata ad essere ferma nel vostro presuntuoso immobilismo. Appare palese come il rimpasto di Giunta, rimandi ai rituali previsti dal manuale Cencelli: le correnti e i capicorrente si spartiscono il potere e riequilibrano le influenze, tutto a scapito degli interessi della collettività e dei cittadini che alla fine pagheranno il prezzo dell’incapacità degli assessori e dei giochi di potere. Vibo merita una classe dirigente più capace e non condizionata dai potentati locali, ma sappiamo che non andrà così, troppe promesse sono state fatte e troppe cedole, politicamente parlando, devono essere ancora riscosse dai veri azionisti di questa Amministrazione».

LEGGI ANCHE: Giunta comunale a Vibo, si sbloccano le nomine: entrano Macrì e Marrella