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La titolare del dicastero per il Sud risponde all’appello del sindaco Amoroso e visita il paese devastato dalle piogge di ottobre garantendo procedure più snelle per l’invio dei fondi

L'incontro in Municipio a Polia
Politica

È una giornata storica a Polia. Centro dell’entroterra vibonese tra i più colpiti dalla straordinaria ondata di maltempo abbattutasi su tutte le Preserre nei primi giorni dell’ottobre scorso. Sono passati due mesi ma da queste parti poco o nulla è cambiato. Ci sono ancora zone completamente isolate. Case sfollate. Strade crollate. Manca l’acqua corrente. Manca l’elettricità soprattutto nelle frazioni. I danni sono enormi. Centinaia e centinaia le persone che chiedono aiuto. Qualcuno di loro ha perso davvero tutto. Li ha incontrati stamattina il ministro per il Sud Barbara Lezzi in “missione” in queste zone proprio per fare il punto sulla situazione e delineare una strategia concreta per far ripartire queste comunità completamente in ginocchio: «Leggendo la lettera del sindaco ho decido di venire qui. Ho letto dolore nelle parole per le difficoltà vissute. Nella legge di Bilancio abbiamo previsto miliardi in più rispetto al passato dedicati ai piccoli comuni. Abbiamo creato una centrale ad hoc destinata a loro. Sul dissesto idrogeologico ci sono diverse risorse. Stiamo tentando con il ministro Costa di riorganizzarle in modo da poter fare un piano di investimenti superando tutti quei cavilli e la burocrazia che fino ad oggi rendono impossibile interventi in tempi celeri. È chiaro che non potremo fermare piogge e vento ma solo così potremo mettere in moto la macchina per limitare il fenomeno del dissesto, che poi è quello che mette a rischio anche la vita delle persone». 

A promuovere questo incontro il sindaco di Polia, Domenico Amoroso, che da subito si è mosso per ripristinare un minimo di normalità in queste zone. È stato lui a scrivere di pugno alla ministra grillina, invitandola a visitare i luoghi maggiormente feriti da maltempo e dissesto idrogeologico. Perché poi questo è evidentemente il vero problema. Con la speranza che finalmente s’intervenga per sanare una situazione sulla quale finora non si è andati oltre le solite promesse: «Per noi è una giornata storica. Ricevere un ministro in un paesino così piccolo è già una risposta importante ma è chiaro - ha spiegato il primo cittadino - che ci aspettiamo fatti concreti. Qui è come se avessimo subito un bombardamento - ha sottolineato - ci sono 5 milioni di euro di danni. Comune e Provincia hanno provveduto agli interventi urgenti ma non basta. Abbiamo paura che situazioni simili riaccadano. Ad ogni pioggia si registrano nuove frane e smottamenti. Abbiamo bisogno di certezza, di aiuto per i cittadini. Di interventi immediati per rimettere in sicurezza i nostri comuni e ripristinare una pseudo normalità aspettando che questo governo possa intervenire anche in materia di legislazione in modo da poter consentire a noi sindaci di muoverci con più tempestività e fattività in situazioni del genere». 

All’evento, al quale hanno preso parte tra gli altri anche il prefetto di Vibo Giuseppe Gualtieri, il dirigente ai Lavori pubblici e responsabile della Protezione civile della Regione Domenico Pallaria, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Domenico Monterosso e i vertici locali dell'Arma nonchè diversi sindaci dell'area, ha fatto pervenire il suo saluto anche il presidente della Provincia Salvatore Solano, in missione istituzionale a Roma. «La sua presenza, oggi - ha scritto Solano -, rappresenta un segnale di speranza per la nostra amata provincia. Avrei voluto, pertanto, accoglierla personalmente ma impegni istituzionali nella Capitale non me lo hanno consentito. La sua visita a Polia è significativa, specie per aver scelto un paese che, come tanti altri nella nostra realtà, ha subito gravi danni alluvionali. I cittadini di questo comune e dei comuni della provincia di Vibo Valentia le saranno grati se, oltre alle ormai consuete passerelle della politica nazionale e regionale, questa sua presenza - contrariamente al passato - diventi segnale tangibile di un’attenzione da parte del Governo nazionale.Questa mia richiesta, in nome del ruolo che ricopro, vuole farsi interprete di un sentire comune, e non intende essere, quindi, la solita e vittimistica richiesta di aiuto, ma bensì il riconoscimento della dignità di un territorio che merita rispetto». 

Ma cosa si aspettano i cittadini di Polia e degli altri comuni dell’Angitolano? «Siamo in ginocchio - ci racconta una cittadina - qui non ci sono solo problemi di viabilità. Devono intervenire sulle case danneggiate a monte e valle». «Chiediamo al Governo fondi per il nostro territorio e per la scuola - ha sottolineato Maria Viscone dirigente del’istituto Omnicomprensivo di Filadelfia -. Il rischio è che gli istituti più piccoli come quelli di Polia possano scomparire. Il Governo dovrebbe rivedere il numero minimo di alunni per mantenere i plessi aperti nei comuni montani. Ecco cosa abbiamo chiesto  al ministro». Un’altra cittadina: «Qui piove sul bagnato. Chi può deve intervenire per garantire i servizi ai cittadini che qui vogliono rimanere e non scappare come già in tanti sono stati costretti a fare».

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