Sfiducia a Costa, Pacilè (Pd): «Luciano firmi la mozione e si metta fine all’agonia della città»

Il segretario cittadino sorvola sulla posizione dei consiglieri diffidati a parlare per conto del partito, in nome del comune intento di interrompere la «fallimentare esperienza del sindaco»

Il segretario cittadino sorvola sulla posizione dei consiglieri diffidati a parlare per conto del partito, in nome del comune intento di interrompere la «fallimentare esperienza del sindaco»

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«Quanto sta accadendo nelle ultime settimane al Comune di Vibo Valentia è degno dei migliori teatri d’Europa. Il fatto che l’amministrazione Costa abbia fallito è ormai appurato da tutti, ed è dimostrato anche dalla classifica de Il Sole 24 Ore. Ad oggi, con il diniego del gruppo Vibo Unica ad appoggiare un “Governo di larghe intese”, il consigliere Luciano chiede per l’ennesima volta il ritorno alle urne, cosa che potrebbe tranquillamente accadere se firmasse la mozione presentata dai Consiglieri comunali del Pd e firmata dal gruppo “Progressisti per Vibo”, ma capiamo bene la difficoltà di Luciano nel firmare una mozione di sfiducia poiché è chiaro che tutte le alchimie politiche messe in campo dal suo gruppo in questi giorni vanno in una unica direzione e cioè nella direzione di far finta di essere critico e oppositore di questo sindaco per poi mantenergli i numeri per avere di fatto una maggioranza. Se, invece, Luciano vuole effettivamente chiudere questa esperienza amministrativa, evitando questioni di lana caprina, invito il gruppo Vibo Unica a presentare una propria mozione di sfiducia, che sono sicuro avrebbe il sostegno di tutta l’opposizione». Ad affermarlo è il segretario del circolo cittadino del Pd Francesco Pacilè il quale, a sostegno della sua tesi, argomenta che «la sostanza, in questo caso, è più importante delle forme. Quindi, che Luciano vada oltre la forma e le questioni di lana caprina e presenti una mozione come gruppo Vibo Unica, altrimenti vorrà dire che fino ad ora ha giocato con i cittadini e con le istituzioni. Tutto questo per un semplice motivo: mentre noi addetti ai lavori “giochiamo alla politica”, c’è una città che attende di essere amministrata e dei cittadini che attendono risposte. Davanti a tutte queste criticità, quali sono le proposte per rivolverle? Sono dell’idea che su questo quesito si debbano interrogare tutte le forze politiche, a partire dal mio partito che anziché guardarsi il dito come sta avvenendo in queste settimane, dovrebbe ritrovare l’unità, appianando le divergenze e occupandosi delle tante problematiche in cui oggi versa la nostra città». Dunque Pacilè invita anche i suoi compagni di cordata a stemperare gli animi, riconoscendo al contempo, di fatto, la titolarità degli esponenti eletti nelle lista Pd a parlare ancora in nome e per conto del partito, nonostante l’esplicita diffida formulata pochi giorni addietro dal segretario provinciale Enzo Insardà. Fatto da ricondurre al comune intento – al di là dei procedimenti disciplinari in corso – di porre fine all’attuale esperienza amministrativa. Come lo stesso Pacilè specifica poco più avanti «nel ribadire che con un documento politico approvato qualche settimana fa, alla presenza dei consiglieri comunali e del segretario provinciale, il Partito democratico di Vibo Valentia ha statuito all’unanimità la necessità di interrompere il prima possibile questa consiliatura. Le chiacchiere stanno a zero e il pettegolezzo privo di fondamento lo lascio ad altri visto la posizione limpida e cristallina del partito sulla questione comunale». Resta però da capire quale posizione assumeranno i sei consiglieri comunali eletti con il Pd, tra i quali qualcuno – nello specifico Giuseppe Cutrullà – aveva nei giorni scorsi paventato la possibilità di ritirare la mozione di sfiducia presentata, in nome di una convergenza sulla risoluzione delle urgenze che caratterizzano la città.

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