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Il sindaco porterà all’approvazione dei singoli consiglieri un programma di fine mandato puntando al consenso degli eletti con il Pd. L’esponente dei Progressisti boccia l’operazione: «Fallimento conclamato»

Politica

«Arrivare a ricercare disperatamente il consenso non più con le forze politiche ma con singoli consiglieri eletti con altre coalizioni, rappresenta ulteriormente la debolezza del progetto Costa e l’attività di un’amministrazione già fallimentare. Le larghe intese proposte prevedevano una ampia condivisione tra le forze e una concertazione mirata alla risoluzione delle emergenze e, soprattutto trasparenza nella condivisione; qui si assiste ad accalappiare qualche consigliere, in modo da tirare a campare, nel completo disinteresse nei confronti dei cittadini». È quanto afferma in un intervento il coordinatore cittadino dei Progressisti per Vibo Sergio Barbuto commentando lo stallo politico in cui è precipitata l’amministrazione comunale a seguito dell’azzeramento della Giunta e dell’incapacità, da parte del sindaco Elio Costa, di dare vita ad un esecutivo nei tempi prefissati nonché ad assicurarsi una maggioranza certa per proseguire nel suo mandato. Una strada impervia, quella che si trova davanti Costa, che dovrà necessariamente passare da un allargamento della sua maggioranza naturale verso quei consiglieri eletti all’opposizione pronti a garantirli un appoggio su un programma di fine consiliatura, consentendogli di scongiurare lo spettro del voto a primavera. Un appoggio che, all’esito degli ultimi incontri con gli esponenti del consiglio comunale, Costa intende chiedere esplicitamente nell’aula consiliare. E proprio contro i consiglieri “responsabili” punta il dito Barbuto: « Quale credibilità possono assumere - afferma - quei consiglieri che fino ad oggi, hanno palesemente criticato l’operato di questa amministrazione e oggi invece intendono votare i punti programmatici del Sindaco Costa, il tutto pur di evitare il voto? Quale dignità politica, etica e morale - prosegue l’esponente dei Progressisti - può avere un’eventuale consigliere che oggi si affanna a sostenere il programma di un candidato a sindaco alternativo a quello con cui si erano candidati? Non ci sono più le condizioni per andare avanti, le rinunce di personalità della società civile ad entrare in Giunta, la dicono lunga sull’incapacità del sindaco di gestire una situazione oramai allo sbando. Chi sarà disponibile ad entrare in questa nuova/vecchia Giunta, andrà a mettere la faccia in un progetto fallimentare e lo farà solo mosso da ambizioni o per un esigenza di visibilità personale, visto che le larghe intese sono tramontate. Quanto sta avvenendo mortifica la politica e spero che i cittadini elettori, stanchi di assistere ai continui inutili chiacchiericci, ricorderanno alle prossime elezioni tutto questo».  

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