venerdì,Settembre 17 2021

Regione, Lo Schiavo: «In Calabria i costi più elevati eppure siamo sempre in fondo alle classifiche»

Il candidato vibonese alle prossime regionali a fianco di De Magistris condanna gli alti costi della politica calabrese e annuncia che si farà promotore di una proposta di ridimensionamento

Regione, Lo Schiavo: «In Calabria i costi più elevati eppure siamo sempre in fondo alle classifiche»
Luigi De Magistris e Antonio Lo Schiavo

«Con consiglieri i cui stipendi mensili superano quelli dei parlamentari del Bundestag tedesco e con una spesa di funzionamento che sovrasta quella di altre Regioni italiane simili per popolazione, la Regione Calabria mantiene ancora il poco invidiabile titolo di istituzione tra le più costose, a dispetto di un’efficienza che, al contrario, registra livelli a dir poco deprimenti». Lo afferma, in una nota, Antonio Lo Schiavo, candidato al Consiglio regionale con la lista De Magistris presidente nel collegio Centro. [Continua in basso]

«Il Consiglio regionale della Calabria nel primo semestre dell’anno 2021 ha approvato 27 leggi: 16 di queste erano modifiche a singoli articoli di leggi già in vigore, quattro proroghe di termini, due riconoscimenti di debiti fuori bilancio, un rifinanziamento di prestiti, un recepimento di una direttiva europea. A supportare questo immane sforzo sono stati chiamati 179 collaboratori e 154 consulenti. Non stupisce, quindi, sapere che il costo di funzionamento degli organi istituzionali della nostra Regione ammonta a ben 65 milioni di euro. Ventisei in più che in Liguria, addirittura 49 in più che nelle Marche, regioni di demografia simile. Un fiume di denaro – prosegue Lo Schiavo -, che contrasta con gli indicatori economici che vedono la Calabria sempre in fondo a tutte le classifiche o ai dati Istat sulla disoccupazione che invece mettono le province calabresi tra le posizioni di vertice per numero di persone senza lavoro. Una seria, onesta e responsabile proposta politica di riscatto della Calabria non può e non deve far finta di non vedere e non capire come, oggi, il nodo della spesa pubblica, dei privilegi e dei costi della politica, vada affrontato con decisione, senza tentennamenti e senza far prevalere logiche corporative. È questo il nodo che va sciolto se la politica vuole recuperare credibilità e accorciare le distanze che la separano sempre di più dai bisogni della gente. E io – conclude il candidato al Consiglio regionale – intendo prendere un impegno, e cioè che tra le prime iniziative di legge di cui mi farò promotore ci sarà una proposta di ridimensionamento dei costi del Consiglio regionale calabrese».

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