mercoledì,Ottobre 27 2021

“Rinascita Scott 2”, lapidario il Pd vibonese: «Le dimissioni del presidente Solano sono doverose»

Per i democrat «rimanere ad occupare la postazione è un atteggiamento inconcepibile per chi crede ancora nella sacralità delle istituzioni»

“Rinascita Scott 2”, lapidario il Pd vibonese: «Le dimissioni del presidente Solano sono doverose»
La sede della Provincia di Vibo Valentia e, nei riquadri, Insardà e Solano
La delibera della Provincia

«La paradossale vicenda della delibera che dà mandato alla Provincia di Vibo Valentia di costituirsi parte civile nel processo “Dedalo” (conosciuto anche come “Rinascita Scott 2” o “Petrol Mafie”, ndr) è certamente rilevante sotto il profilo politico. E ciò, al netto della responsabilità penale del presidente Solano che rappresenta un aspetto prettamente giudiziario, la cui esistenza o meno sarà accertata in un processo e rispetto alla quale ci approcciamo con il necessario garantismo». Lo scrive in una nota stampa la Federazione provinciale di Vibo Valentia del Partito democratico guidata dal segretario Enzo Insardà. [Continua in basso]

«Ma non può sfuggire – prosegue la nota – che di fatto la Provincia è rappresentata legalmente dal suo presidente e sta in giudizio sempre per mezzo di quest’ultimo che nel valutare positivamente la costituzione di parte civile nel processo citato (seppure per mezzo del vicepresidente) ha già espresso una valutazione preliminare in ordine alla lesività della condotta contestata dalla Direzione distrettuale antimafia a proprio carico. E rimanere ad occupare la postazione di presidente, nonostante un giudizio di negatività espresso da sé medesimo nell’esercizio delle proprie funzioni, è un atteggiamento inconcepibile per chi crede ancora nella sacralità delle istituzioni. Ed a nulla serve, si ribadisce, che la delibera di costituzione sia stata sottoscritta dal vicepresidente, che in quanto tale, per legge, espleta appunto le veci del presidente, anche nel caso in esame. Il Partito democratico ritiene dunque che siano doverose le dimissioni di Solano e non già, come premesso, per assenza di garantismo, ma  – concludono dalla sede di via Argentaria – per il punto politico che si è adeguatamente motivato».

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