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Appello dei primi cittadini di Gerocarne e Pizzo, Papillo e Callipo, affinché vi siano «una presa di posizione e un cambio di rotta». Intanto il Viminale spiega: «I criteri definiti con l’Upi»

Politica

«Le colpe del passato, col commissariamento ed il conseguente dissesto dichiarato a suo tempo per la provincia di Vibo, non possono giustificare la ripartizione dei fondi che abbiamo conosciuto nei giorni scorsi e che ha visto assegnare le briciole ad un territorio martoriato come il nostro». A riferirlo in una nota è il sindaco di Gerocarne e presidente del Gal Terre vibonesi Vitaliano Papillo in relazione allo stanziamento di 300mila euro nella legge di Bilancio a favore della Provincia di Vibo per la manutenzione di strade e scuole. «I freddi calcoli per arrivarci, infatti - prosegue-, si traducono in un drastico taglio di quei servizi e di quei diritti alla sicurezza che i cittadini attendono da anni. E la situazione, a livello di viabilità e sistema scolastico, ma anche di sanità, dissesto idrogeologico e servizi al cittadino in generale, è giunta ad un punto di criticità tale per cui non si può stare dietro ai numeri ed a freddi calcoli. Abbiamo un sistema viario che, su ogni strada, mette a rischio l'incolumità degli automobilisti. Abbiamo scuole e strutture sanitarie fatiscenti. Abbiamo una situazione idrogeologica disastrosa. Di fronte a tutto ciò - argomenta Papillo - non contano i numeri ed i calcoli ma i diritti e le aspettative dei cittadini. Per questo invito tutti i rappresentanti istituzionali ad avere il coraggio di fare quadrato attorno a questa situazione e pretendere che venga presa di petto, affrontata e risolta. Basta con il solito ritornello. Chiedo al presidente della Provincia Salvatore Solano di convocare un incontro con tutti i nostri deputati e senatori, i consiglieri regionali ed i sindaci. Al di là di destra, sinistra, centro, M5S e Lega». Analoga richiesta arriva dal sindaco di Pizzo e presidente Anci Calabria Gianluca Callipo il quale asserisce che «se le cose dovessero rimanere così significherebbe decretare il fallimento della funzione dello Stato, mettendo in discussione il principio costituzionale di solidarietà e coesione sociale nazionale. Al di là di ogni valutazione sulla meccanica e legittima applicazione delle nuove modalità di riparto c’è preoccupazione per i criteri utilizzati del tutto sganciati dalle reali situazioni di governo dei territori». Per Callipo si tratta di «un’ingiustizia che richiede un’urgente presa di posizione dei parlamentari calabresi per cercare soluzioni che determinino un cambio di rotta».

A quanto recriminato da diversi amministratori vibonesi ha risposto indirettamente il ministero dell’Interno che in una nota spiega come i fondi a favore delle province dal 2019 al 2023 siano stati «ripartiti recependo le indicazioni dell’Unione delle province italiane e non per decisione unilaterale del governo. È una scelta che testimonia la volontà di non fare strappi e, anzi, di trovare soluzioni condivise. La stessa volontà che ha suggerito la ripartizione dei circa 400 milioni ai comuni sotto i 20mila abitanti, e per i quali il Viminale ha attivato un servizio ad hoc (tecnico e di informazione) per aiutare i sindaci a investire i fondi nel miglior modo possibile. È doveroso ricordare, inoltre - spiega il Viminale -, che parliamo di risorse aggiuntive per le comunità locali e che sono state sbloccate dal governo dopo anni di tagli». Il ministro Salvini rivolgendosi poi direttamente ai presidenti di Provincia ha affermato: «Ci rendiamo conto, io per primo, che gli enti hanno gravi difficoltà finanziarie provocate dai tagli ingiustificati, decisi da manovre finanziarie figlie della riforma Delrio volta a ridimensionare il ruolo delle Province, Province che il governo Renzi voleva sopprimere».

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Lacnews24.it
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