Nel Pd di Vibo Marina è muro contro muro, i militanti scrivono al commissario regionale

Dura missiva degli iscritti Barilaro, Esposito e De Rito indirizzata a Graziano. Nel mirino il segretario Barbieri definito «un usurpatore dei valori del partito» e diffidato «dal procedere ad ulteriori dichiarazioni deleterie e offensive» 

Dura missiva degli iscritti Barilaro, Esposito e De Rito indirizzata a Graziano. Nel mirino il segretario Barbieri definito «un usurpatore dei valori del partito» e diffidato «dal procedere ad ulteriori dichiarazioni deleterie e offensive» 

Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

Mentre i vertici non perdono occasione per ribadire quella che ormai a conti fatti è la loro scelta… la base rumoreggia. Nel Pd vibonese, in relazione alle prossime amministrative della città di Vibo Valentia, è ormai da tempo in atto un “rompete le righe” che in assenza di una linea netta e ufficiale del partito suscita non pochi malumori nei militanti. Soprattutto tra quelli di Vibo Marina dove il locale circolo, attraverso il segretario Francesco Barbieri, si è espresso, anticipando i tempi di quella che poi sarebbe divenuta la linea dei “censoriani”, a favore di un appoggio alla colazione che fa capo a Stefano Luciano. Posizione maldigerita da diversi tesserati che ora ritornano alla carica, indirizzando al commissario regionale del partito Stefano Graziano una dura missiva «in nome e in difesa del Pd di Vibo Marina e dei valori della sinistra democratica, offesi dalle farneticanti affermazioni dell’autodefinitosi segretario della sezione che ha svenduto il partito ad una lista dai contorni confusi con una scelta mai considerata e discussa in nessuna sede politica». Antonio  Barilaro, Piero Esposito e Paolo De Rito, che si definiscono «tesserati ed elettori»,  «smentiscono che la sezione di Vibo Marina appoggia o si ritrova nella proposta di “Vibo Unica” che comprende, tra gli altri, noti esponenti della lega e della destra. Il Pd – specificano – è nettamente contrario e riafferma la sua appartenenza alla coalizione di centrosinistra e ad un candidato espressione di questa precisa area politica. Barbieri – aggiungono – straparla a titolo personale e l’appoggio politico alla coalizione di Vibo Unica è presente solo nella sua mente di trasformista». Non riconoscono a Barbieri «alcun ruolo o funzione politica», lo considerano «un usurpatore dei valori cui si ispira il Pd e lo diffidano dal procedere ad ulteriori dichiarazioni deleterie e offensive dei tratti identitari del Pd. Mai il partito – si aggiunge – è stato chiamato a discutere di tale eventualità e nel caso ciò si fosse verificato, sarebbe avvenuto “tra quattro amici al bar” e non alla presenza di iscritti ed elettori che si ritrovano senza se e senza ma nel centrosinistra. L’appoggio assicurato da qualche dirigente del partito alla coalizione in cui si ritrova Barbieri con spirito avventurista, necessita di una smentita ferma e definitiva del commissario regionale avendo gli organi di partito discusso e deciso con pubbliche dichiarazioni e documenti per la coerente scelta di un centrosinistra inclusivo nella chiara demarcazione ai sovranismi di ogni sfumatura. Nessun dirigente a nessun titolo può e deve derogare da questa volontà e da questa linea stabilita, tracciata e condivisa. Diversamente è buona regola dimettersi senza aspettare la sfiducia». In conclusione Barilaro, De Rito e Esposito, «in rappresentanza di tantissimi iscritti ed elettori», affermano: «gli iscritti e gli elettori del Pd di Vibo Marina richiamano la dirigenza al rispetto delle regole democratiche e considerano trasformismo arrogante iniziative arbitrarie e imprudenti dannose per il partito e il lasciar fare silente e incosciente che provoca derive che mortificano e tradiscono il ruolo del Pd».

Informazione pubblicitaria

LEGGI ANCHEComunali a Vibo, Censore: «Lo Schiavo inconsistente». La replica: «Approccio scadente»

Comunali a Vibo, il Pd chiama al tavolo Luciano e Lo Schiavo

Elezioni, il Pd di Vibo Marina punta su Stefano Luciano a sindaco

“Il Pd di Vibo Marina con Luciano”, la base dem in rivolta contro Barbieri