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Il presidente della Provincia di Vibo annuncia la ripresa dei lavori entro il 2019. Ma tutto dipenderà dall’approvazione del rendiconto finanziario

Il presidente della Provincia Salvatore Solano
Politica

«Da quando sono alla guida della Provincia non posso che constatare una situazione di disastro, causata assolutamente dalla politica, perché chi gestisce la cosa pubblica dovrebbe dare conto di quello che ha fatto». Non usa mezzi termini Salvatore Solano, alla guida della Provincia di Vibo Valentia dalle elezioni del 31 ottobre scorso. Da quel giorno la sua azione amministrativa si è concentrata sulle numerose problematiche dell’ente, non ultime quelle legate alla viabilità. Le opere incompiute che gravano sul territorio da molti anni sono molteplici e tutte hanno seguito un iter speculare: annunci in pompa magna, inaugurazioni, pose delle prime pietre, qualche lavoro a singhiozzo e poi l’oblio. Le infrastrutture, divenute ormai ruderi che deturpano il paesaggio e che rappresentano un serio pericolo per l’ambiente, non si contano, ma è impossibile ignorare le più importanti, quelle per le quali sono stati spesi milioni di euro di fondi pubblici ma che ancora oggi troneggiano come enormi mulini a vento contro cui sbatte inerme l’indignazione dei cittadini. Trasversale delle Serre, Tangenziale Est, Strada del Mare, Variante di Caria: nomi altisonanti che riportano alla mente progetti avveniristici, tutti vergognosamente spiaggiati. «Sto lavorando 24 ore al giorno - ci dice Solano - per cercare di intervenire nel minor tempo possibile perché non possiamo lasciare un territorio così abbandonato. Gli uffici sono saturi di lavoro, anche perché abbiamo rimesso in campo un’idea di sviluppo che prima non c’era». Lavoro, sviluppo, programmazione, termini che tornano spesso tra le pieghe del discorso e ruotano tutte intorno a un assunto importante: «Credo – annuncia il presidente - che entro l’anno tutte queste opere ripartiranno. Metterò in campo tutte le mie forze. Noto che da parte della Regione e del Ministero c’è la volontà di venirci incontro». Idee positive, che si devono però scontrare con la realtà, data soprattutto dalla logica dei numeri: «Affinché ci sia questo sviluppo, dobbiamo essere messi nelle condizioni di approvare il bilancio. Da lì in poi la programmazione sarà possibile e grazie a essa potremo intervenire anche su situazioni di emergenza con fondi nostri, anche perché ci sono soldi che non possono essere svincolati se non si approva il rendiconto». Tutto subordinato all’aritmetica, quindi.

Nel frattempo, però, il presidente fa il punto delle tristi incompiute: «La Tangenziale Est (foto a lato) - spiega - è un’opera che, se fosse stata completata in tempi ragionevoli, sarebbe stata una delle più importanti della provincia». Le condizioni del tracciato che avrebbe dovuto collegare la zona del carcere di Vibo con la zona sud del capoluogo, sono ai limiti della decenza: cumuli di rifiuti, pecore al pascolo, cantiere lasciato incustodito. Senza contare le inchieste giudiziarie che hanno portato al sequestro dell’arteria e alla condanna, per danno erariale, di alcuni dirigenti dell’ente: «Ho già segnalato e disposto che vengano rimossi i rifiuti che si trovano lungo il tracciato e che venga chiusa ermeticamente la zona. È inconcepibile – tuona Solano - che la valle del Mesima non sia collegata la capoluogo. Sto lavorando con Anas e ho portato la problematica all’attenzione del Ministero: stiamo avviando uno studio di fattibilità per un progetto che possa collegare la Trasversale al Tirreno». L’attenzione del presidente si concentra poi sulla Strada del mare, alla luce dei recenti accordi con la Regione per la riapertura del tratto Joppolo-Coccorino, per il quale è intervenuto il ministro Toninelli in persona: «Sono in continuo contatto con l’assessore regionale Musmanno, abbiamo firmato il famoso protocollo d’intesa che prevede la messa in sicurezza del tratto ad opera della Regione, un’azione che ci consentirà di utilizzare anche quei 12 milioni che, secondo accordi verbali, verranno spesi per tutta la Strada del mare». Dall’elenco non poteva mancare neppure la variante di Caria, rinominata “variante della vergona”, un tratto di strada che ha sfregiato un luogo ricco di ulivi secolari e reperti archeologici per guadagnare un solo chilometro di strada: «Manca poco, circa cinquecento metri, per completare l’opera che ritengo di fondamentale importanza, e credo che nell’arco di cinque o sei mesi riusciremo ad avere accesso ai fondi che la Regione ha messo a disposizione». Un quadro a tinte fosche, quindi, su cui Solano ha puntato un faro che dovrà riportare luce, per un territorio devastato dalla malapolitica e dall’intramontabile incapacità di amministrare la cosa pubblica.

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