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Il coordinamento firma un documento e fissa i paletti per le elezioni: lista, simbolo e candidato di centrosinistra. Duri attacchi a Censore, Mirabello e Insardà: «Inspiegabile passività»

Politica

Il coordinamento cittadino del Partito democratico alza la voce e passa alle vie di fatto. Attacca frontalmente la triade Censore-Mirabello-Insardà, chiede una convocazione immediata dell’assemblea degli iscritti ed annuncia che correrà alle elezioni comunali di maggio con una lista ufficiale, con o senza all’appoggio degli organi superiori. E lo fa mettendo tutto nero su bianco, in un documento - firmato dal presidente Enzo Romeo e dal coordinatore della sezione Pino Ceravolo - inviato al segretario provinciale ed al commissario regionale Stefano Graziano. Si parte dalla riunione di ieri sera, in cui è stata rilevata preliminarmente «l’assenza di ogni iniziativa del Pd sia in riferimento al quadro politico sia alla preparazione della lista». In ogni caso il coordinamento «è pervenuto a buoni risultati: ha definito il perimetro politico con esponenti progressisti e dei socialisti, ha realizzato utili incontri con movimenti, associazioni e ordini professionali; ha praticato ogni apertura alle forze moderate e, al fine di superare steccati e personalismi, ha proposto già da 15 giorni il metodo delle primarie per la scelta del candidato di coalizione», rinunciando quindi, se necessario, anche ad un proprio candidato, e sondando la disponibilità «di un candidato progressista», alias Antonio Lo Schiavo, che si è mostrato «disponibile e collaborativo risultando trasparenti modalità ed obiettivi»; mentre l’altro candidato, alias Stefano Luciano, «quello della lista composita nella struttura e nella rappresentanza sovranista e di Salvini, si è trincerato nella forza delle sue liste e della sua candidatura dalla quale non ha inteso recedere». Ma non si è ancora potuti arrivare ad una conclusione, ovvero a formalizzare lista e candidato - circostanza che ha portato Lo Schiavo a fare un passo indietro (al momento) - «a causa della inspiegabile passività del segretario di federazione probabilmente motivata dal suo pubblico appoggio ad una lista alternativa a quella del nostro partito in sintonia con l’azione trasformista dell’onorevole Censore e dell’onorevole Mirabello. Ciò rende oltremodo difficile l’azione dei dirigenti e del coordinamento del partito che, forti dell’adesione di iscritti, militanti, elettori e mondo del lavoro, con le regole e le idee fondanti del partito, nella linea dettata dal commissario, continueranno ad andare avanti superando difficoltà e delusioni».

Ecco come si muoverà il coordinamento da qui in avanti: «Non si conoscono le ragioni della paralisi del Pd, si è deciso all’unanimità di richiedere la convocazione degli iscritti per procedere alla ratifica dei lavori del coordinamento o pervenire ad altre determinazioni. Ove la convocazione non dovesse essere indetta in tempi brevissimi, saremo costretti, per responsabilità verso gli iscritti e gli elettori del Pd, per il rispetto dovuto alla pubblica opinione che si riconosce nei comuni valori del centrosinistra, a convocarla per lunedì 18 alle ore 17 veicolandola sui social, i giornali stampati e quelli online per assicurare la massima pubblicità e trasparenza. È stata inoltre riconfermata in modo unanime e determinato la scelta e la volontà di presentare comunque la lista e il simbolo del Pd, per ricostruire quel che si è affievolito o disperso. Faremo il nostro dovere per collocare il Pd lontano dai trasformismi e dagli avventurismi di chi pensava a derive di destra. Il Pd è radicato all’interno di un centrosinistra allargato a forze moderate, movimenti civici, ambientalisti e di volontariato».

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