Comunali a Vibo, i Progressisti: «Strategia sbagliata, il Pd non sfugga alle sue responsabilità»

Il coordinatore Sergio Barbuto invoca «l’azzeramento di chi ha avuto ruoli di primo piano per mandare un segnale chiaro ai propri elettori» e aggiunge: «il futuro della sinistra vibonese si deciderà alle Regionali»

Il coordinatore Sergio Barbuto invoca «l’azzeramento di chi ha avuto ruoli di primo piano per mandare un segnale chiaro ai propri elettori» e aggiunge: «il futuro della sinistra vibonese si deciderà alle Regionali»

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«All’indomani di risultati elettorali così netti, si auspica che il centrosinistra vibonese non si limiti alla solita analisi del voto, con prevedibili tentativi di trovare una qualche giustificazione ad una sconfitta così pesante, ma dia invece segnali concreti di cambiamento, con conseguente assunzione di responsabilità per gli errori compiuti da parte di chi, ormai da tanti anni, continua ad imporre nel Pd e quindi nel principale partito di tale coalizione, ogni decisione. Non si tratta di fare processi sommari, ma l’inevitabile azzeramento di chi ha avuto ruoli di responsabilità e di scelta, anche nelle Amministrative di Vibo, potrebbe servire a mandare un segnale chiaro ai propri elettori, anche a quelli persi per strada, di avere ben compreso il messaggio che arriva dalle urne».

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È quanto afferma in una nota il coordinatore dei Progressisti per Vibo Sergio Barbuto all’indomani del turno elettorale che ha portato al rinnovo del consiglio comunale di Vibo Valentia e che ha visto la sconfitta della coalizione sostenuta dal Partito democratico guidata da Stefano Luciano. «Solo così si può provare a ripartire – afferma Barbuto -, tentando di riportare alla politica e al voto i tanti militanti che non accettano l’idea di vedere un centrodestra sempre più vincente nella provincia e che nonostante tutto, non vogliono svendere la propria storia, ma rimanere coerenti con le proprie idee politiche. Le scelte compiute nella città di Vibo, con alleanze innaturali, sono state viste come un imposizione masochista, un’ ostentazione arrogante di prove di forza, dettata da accordi ad personam in vista di successive competizioni elettorali, ma che di fatto poco avevano a che vedere con la storia e con i problemi della città. I cittadini non hanno visto nella proposta presentata agli elettori alcun segnale di coerenza, di discontinuità e cambiamento rispetto a quel centrodestra che aveva governato la città, e che ha portato il nostro territorio ad essere ultimo in tutte le classifiche economiche nazionali».

Ancora, Barbuto spiega che «per rimarginare questa ferita non si può che ripartire, ammettendo gli errori commessi con umiltà, evitando che si ripeta sempre lo stesso copione, e cioè che, come già scritto sulla stampa, i dem vibonesi e la sinistra continuino in quello che gli riesce meglio: perdere per poi pensare di ripartire con variopinti e improbabili progetti, puntualmente superati dalla realtà dei fatti. Purtroppo invece temiamo, che la sconfitta nella città di Vibo, non porterà, al di là di qualche estemporanea dichiarazione, ad aprire una vera riflessione nel Pd vibonese e nella sinistra tutta, ma anzi sarà ulteriore elemento per blindare, in un clima di assedio, i suoi gruppi dirigenti e a riproporre piccoli accordi già sconfitti dall’elettorato. Dal canto nostro, in un clima di disfatta complessiva, siamo parzialmente soddisfatti dal fatto che continueremo ad avere, con l’elezione a consigliere di Loredana Pilegi, una voce nella città, ma questo ovviamente non può bastare. Saranno le prossime Regionali il luogo in cui si deciderà la strada e il futuro della sinistra vibonese e dove i suoi elettori dovranno avere la possibilità di scegliere se confermare e premiare i vari personaggi che hanno condotto al dissesto il Pd, o scegliere nuovi attori e protagonisti».

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