sabato,Luglio 2 2022

Comune di Vibo Valentia, la maggioranza perde “Coraggio Italia”

Il nuovo gruppo consiliare garantisce insieme all’opposizione il numero legale e mette all’angolo Forza Italia e Fratelli d’Italia. “Botta e risposta” in aula fra Schiavello e Franzè

Comune di Vibo Valentia, la maggioranza perde “Coraggio Italia”
Pietro Comito

Perde pezzi l’attuale maggioranza che sostiene l’amministrazione del sindaco Maria Limardo al Comune di Vibo Valentia. La compagine politica di centrodestra di “Coraggio Italia” – che fa capo al consigliere regionale Francesco De Nisi ed all’ex senatore Francesco Bavilacqua – si è infatti ieri collocata di fatto all’opposizione rispetto a Forza Italia e Fratelli d’Italia permettendo la celebrazione del Consiglio comunale (almeno sin quando problemi di collegamento audio ne hanno permesso la celebrazione) dopo che la maggioranza (e non è la prima volta) aveva già abbandonato l’aula. I consiglieri comunali Pietro Comito (esplicito ieri in aula nel rimarcare la sua posizione “all’opposizione nell’interesse dei cittadini”), Elisa Fatelli, Katia Franzè (capogruppo), Azzurra Arena e Giuseppe Russo hanno infatti ieri ufficializzato di fatto la nascita del nuovo gruppo consiliare e messo all’angolo la maggioranza. [Continua in basso]

Antonio Schiavello

Una “mossa” non piaciuta al capogruppo di Forza Italia, Antonio Schiavello, che ha ricordato come Coraggio Italia alla Regione faccia parte integrante del centrodestra così come a livello nazionale, mentre al Comune di Vibo si sta collocando all’opposizione. Una constatazione di un dato di fatto – quella di Forza Italia – che però non coglie le ragioni di fondo di una scelta che mette a nudo i limiti di un’amministrazione comunale la quale non si misura con le questioni poste all’ordine del giorno dei lavori consiliari. Chiarissima, in tal senso, Katia Franzè: “Schiavello è imbarazzante. La posizione la porteremo noi su altri tavoli perché costui non porta rispetto neanche nei confronti degli ordini del giorno. Non è possibile che la maggioranza, dopo aver trattato i propri punti all’ordine del giorno, abbandoni l’aula».

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