Comune di Tropea, Nesci: «Mostrata l’inconcludenza del Pd e dei suoi satelliti»

L’intervento della deputata M5s sulla fine prematura dell’amministrazione comunale della cittadina tirrenica

L’intervento della deputata M5s sulla fine prematura dell’amministrazione comunale della cittadina tirrenica

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Dalila Nesci

«La fine prematura dell’amministrazione comunale di Tropea mostra l’inconcludenza e la divisione in casa del Pd e satelliti, nonostante le recenti dichiarazioni di unità del segretario regionale del partito, Ernesto Magorno». Ha commentato così, la deputata del Movimento 5 stelle, Danila Nesci, la caduta dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Rodolico. Un crollo decretato dal voto emerso in consiglio comunale, contrario all’assestamento del bilancio.

Tropea, cade l’amministrazione comunale

«Non è da scartare – ha proseguito la parlamentare 5 stelle – l’ipotesi che si sia trattato di un espediente per evitare l’eventuale scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, dato che si attendeva la conclusione della procedura di accesso disposta dal prefetto di Vibo Valentia. In ogni caso, in assenza per ora di riprove, il dato politico – ha spiegato – è che l’esperienza amministrativa del centrosinistra è stata brevissima, che l’alleanza di governo locale non ha retto, che ancora una volta la città non ha una guida, non ha un progetto né una prospettiva di rilancio. La disfatta della maggioranza è arrivata in estate, quando Tropea si mostra in tutto il suo splendore e nella sua ricchezza. Per l’improvvisazione e per i giochi della vecchia politica, la città dovrà dunque subire l’onta e i disagi conseguenti al commissariamento».

Infine, ha concluso la Nesci, «la mia Tropea ha bisogno di uscire dalle logiche della paura, ha bisogno di liberare le energie civili e di recuperare il terreno perduto per causa dell’instabilità e dell’insipienza politica espresse dalla vecchia nomenclatura. Mi auguro che ci sia un’aggregazione delle forze sane. I tempi sono maturi per sconfiggere il condizionamento ambientale del voto e per aprire spazi concreti di libertà e di sviluppo collettivo».