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Il Corsivo | Comune Tropea: il sindaco vieta ciò che già la legge proibisce

Il primo cittadino Giovanni Macrì adotta un’ordinanza per impedire la circolazione delle moto con marmitta rumorosa ma a ciò ha pensato da tempo il Codice della Strada. La politica della propaganda quale “arma di distrazione di massa”

Il Corsivo | Comune Tropea: il sindaco vieta ciò che già la legge proibisce
Giovanni Macrì

Si può vietare nel proprio territorio comunale ciò che è già vietato sull’intero territorio nazionale? Certo che no, tranne che qualcuno non creda davvero di trovarsi in un… Principato ed allora tutto diventa possibile. O quasi. Accade così che a Tropea il sindaco Giovanni Macrì con una delle sue ultime ordinanze (la n. 11 del 30 maggio) avente ad oggetto il “divieto di circolazione su tutto il territorio comunale per i veicoli a due ruote smarmittati” si sia davvero “superato”.
Il primo cittadino, infatti, dopo aver premesso che sul territorio comunale di Tropea “circola un elevato numero di veicoli a due ruote con marmitta non manutenuta ovvero modificata ovvero sostituita con elementi non regolamentari e particolarmente rumorose, causando disturbo alla quiete pubblica”, cosa fa? Presto detto: “Ordina nell’intero territorio comunale il divieto di circolazione di veicoli a due ruote rumorosi perché il dispositivo silenziatore non è stato manutenuto, ovvero è stato alterato ovvero sostituito con elemento non regolamentare”. “Bravo, bene, bis…”, dirà qualcuno già pronto a spellarsi le mani. Peccato però che dopo la premessa, e prima del divieto, il primo cittadino nella stessa ordinanza a sua firma ricordi lui stesso che (testuale): “l’art. 155 del Codice della strada dispone che durante la circolazione si devono evitare rumori molesti causati sia dal modo di guidare i veicoli, specialmente se a motore, sia dal modo in cui è sistemato il carico e sia da altri atti connessi con la circolazione stessa. Il dispositivo silenziatore, qualora prescritto, deve essere tenuto in buone condizioni di efficienza e non deve essere alterato”. Ed ancora: “l’art. 78 sanziona chiunque circoli con un veicolo al quale siano state apportate modifiche alle caratteristiche indicate nel certificato di omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione”.

Il Comune di Tropea e il sindaco Giovanni Macrì

Stando così le cose – e così stanno – l’ordinanza comunale a firma del sindaco di Tropea con il divieto di circolazione per le moto rumorose cosa aggiunge in più o di diverso rispetto alla legge nazionale, cioè al Codice della Strada? Nulla. Per capire quanto si tratti di un’ordinanza inutile, basta infatti rispondere ad una domandina semplice-semplice che comprende anche un bambino: senza l’ordinanza del sindaco Macrì è per caso consentito circolare a Tropea con moto rumorose o con marmitte modificate? Certo che no, perché la circolazione è già vietata a Tropea, come in tutta Italia, dal Codice della Strada. Ed allora a cosa serve tale ordinanza? Ogni cittadino di Tropea e lettore può farsi una propria idea al riguardo, considerando anche un particolare di non poco conto riportato nella stessa ordinanza dal sindaco: in caso di trasgressione (e quindi di circolazione con marmitte rumorose) si applicano le sanzioni amministrative previste dal…..Codice della strada, art. 155 e/o 78. Su tale “modus operandi” del primo cittadino di Tropea, noi abbiamo la nostra precisa idea: tali ordinanze servono ad alimentare quella politica della “fuffa”, o della “vendita di fumo” che dir si voglia, che a certe latitudini abbonda. “Armi di distrazioni di massa” le potremmo definire e che servono a distogliere l’opinione pubblica (una parte della quale definita da molti, a torto o ragione, come “popolo bue”) da altre, e magari più importanti, problematiche. La prova? Anche tale ordinanza fa parte, neanche a dirlo, del consueto e quasi giornaliero comunicato stampa inviato a tutti gli organi di informazione dall’agenzia di comunicazione Montesanto pagata dal Comune di Tropea con 18.300,00 euro l’anno (soldi pubblici) proprio per tale scopo: inondare le redazioni dei giornali con comunicati stampa graditi al sindaco ed alla sua amministrazione e che propagandano spesso il nulla,  come in questo caso dove si annuncia un divieto già in vigore in tutta Italia grazie al Codice della Strada. Ecco così che l’ordinanza contro le marmitte rumorose dei motorini nel comunicato stampa del sindaco e della Montesanto (il n. 135 di giorno 1 giugno 2023) diventa “esigenza fortissima, avvertita e richiesta dalla comunità residente ma che produce effetti diretti ed indiretti anche sulla qualità della permanenza nel Principato dei nostri ospiti di avere più tranquillità e sicurezza sulle strade” e contro quindi i “rumorosissimi motorini smarmittati, rispetto ai quali le norme esistenti non sembrano bastare”. Ecco dunque il “proclama” del sindaco già nel titolo del comunicato stampa: “Diamo attualità a norme vigenti” (a suo avviso con la sua ordinanza comunale, naturalmente…) per continuare in questi termini:È per queste ragioni – dichiara il sindaco Giovanni Macrì – che nella cornice di una visione protagonista e strategica dell’autonomia locale e del preciso programma politico-amministrativo al quale ci sentiamo vincolati che, dopo la denuncia, la multa e la diffida destinate dall’Amministrazione Comunale nei giorni scorsi a quei ristoratori del centro storico individuati e dimostratisi in aperta violazione delle norme sul conferimento della differenziata, analoga tolleranza zero – scandisce – sarà applicata verso quanti attentano ogni giorno alla serenità urbana dei cittadini in primis, al senso di sicurezza pubblica ed alla normale vivibilità ed ospitalità del ricercato ed apprezzato salotto diffuso di Tropea. E quindi – va avanti – attraverso l’emissione di due ordinanze ad hoc vogliamo solo rinnovare l’attualità di prescrizioni che ovviamente già esistono ma che purtroppo non ricevono l’attenzione che meriterebbero”.

Prendiamo fiato dopo tale giro di parole (a nostro avviso sul nulla) e ricordiamo semplicemente che tale “politica” di marketing del territorio di Tropea affidata a simili comunicati stampa – per propagandare in questo caso divieti già esistenti in tutta Italia e “magnificare” simili ordinanze – se pur continuerà a trovare spazio su alcuni mezzi di informazione (sempre di meno per fortuna, anche se il “copia e incolla” in alcune redazioni è duro a morire) – a lungo andare finirà per ritorcersi contro. Ritorcersi contro per una ragione quanto mai banale (quasi una “legge” di natura): la “vendita” della “fuffa” a lungo andare stanca ed anche il cittadino più tifoso e cieco – e inizialmente ben disposto verso una determinata amministrazione – prima o poi apre gli occhi e si accorge di una cosa ovvia: non è tutto oro ciò che luccica. Nenche nel…Principato.

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