lunedì,Marzo 4 2024

Qualità della vita, Colelli: «Il sindaco celebra il posto in classifica di Vibo ma i dati dicono altro»

Il segretario cittadino del Pd riporta i principali parametri dell'indagine che evidenziano "un quadro desolante" e dichiara che la Limardo «prima di avventurarsi in dichiarazioni affrettate avrebbe dovuto dare una lettura più precisa»

Qualità della vita, Colelli: «Il sindaco celebra il posto in classifica di Vibo ma i dati dicono altro»
Nei riquadri Maria Limardo e Francesco Colelli

“L’analisi reale dei dati, realizzata grazie al pregevole supporto di Giovanni Durante, dice ben altro rispetto a talune affermazioni da parte del primo cittadino di Vibo Valentia in merito alla classifica stilata annualmente dal Sole 24 ore sulla qualità della vita dei capoluoghi di provincia. Basiti, in quanto un lieve scostamento verso l’alto del rating della città che “balza”, udite udite, al 96esimo posto su 107 capoluoghi di provincia viene addirittura celebrato”. Ad affermarlo è Francesco Colelli, segretario cittadino del Pd che aggiunge “qualcuno dovrebbe dire al sindaco che da quando si è insediata la città ha perso altri settecento abitanti e il dato sarebbe ancora più pesante se a mitigarlo non ci fosse l’ingresso di 326 stranieri. Non solo: durante il mandato Limardo la popolazione con meno di cinque anni è passata da 1251 a 1069 unità, quella sotto i quattordici anni è diminuita da 5358 a 4358 unità, mentre la quota di popolazione over-65 è passata da 6886 unità a 7501″. Una città, quindi, “che perde energie fresche ma non dà nel contempo servizi alla sua quota di popolazione che invecchia. E se la gente se ne va, – prosegue l’esponente dem – significa che evidentemente qui non trova condizioni di vita ideale per restare. E, difatti, il sindaco prima di avventurarsi in dichiarazioni affrettate avrebbe dovuto dare una lettura più precisa ai vari parametri dell’indagine del prestigioso giornale. Quelle sette posizioni scalate dipendono infatti dal parametro “clima” che vede Vibo in 61esima posizione, dal parametro “soleggiameto” (41esima posizione) e “brezza estiva” (12esima posizione), ma anche dal fatto che Vibo è ultima per numero di scippi, rapine e altri crimini, non perché oasi felice ma perché il capillare controllo del territorio da parte delle mafie fa si che i piccoli reati siano scoraggiati, oltre al grande impegno profuso in questi anni dalle forze dell’ordine ed inquirenti e dal fatto che la città risulta prima in Italia nel parametro “imprenditoria giovanile” (più partite IVA e pochissimi contratti diretti nelle aziende). Ma tolti questi pochi barlumi di luce, il quadro è desolante”.

Il segretario cittadino del Pd aggiunge: “Vibo risulta infatti 105esima nel parametro “valore aggiunto per abitante” e 82esima per spesa delle famiglie e 28esima per tasso di inflazione. Si va male anche nell’economia perché Vibo risulta 102esima per presenza di star up, 94esima per presenza di imprese straniere, 103esima per export sul PIL, e 26esima per numero di pensioni di vecchiaia erogate. Il capoluogo va male inoltre nel settore giustizia in quanto è ultima per percentuali di procedimenti pendenti di fronte al Tribunale in rapporto agli abitanti. Né va meglio sul fronte della sanità, visto che Vibo risulta in 99esima posizioni per posti letto o sull’ambiente e sulla qualità della vita in quanto la città è in 97esima posizione per quanto rigurado l’ecosistema, 103esima in merito alla riqualificazione energetica, 99esima per qualità della vita, 106 per la qualità della vita delle donne e 100esima per la qualità della vita dei bambini. Infine buio pesto anche sul fronte culturale, in quanto Vibo risulta in 105esima posizione in merito all’offerta culturale e 93eseima per presenza di palestre e piscine e altri luoghi ricreativi o di aggregazione. Alla luce di questi dati appare quindi inoppugnabile che, in merito alle trionfali dichiarazioni della Limardo, non di progresso si è trattato ma di un impercettibile sussulto che non modifica però lo stato complessivo di salute della citta e della sua popolazione. Salvo che, l’amministrazione, non si creda nelle condizioni attuali, di prendersi i meriti climatici. Giustamente, se piove governo ladro, c’è il sole governo buono. Verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere”, conclude Francesco Colelli.

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