sabato,Maggio 18 2024

Comunali a Vibo, l’ex dirigente della Uil Prestia: «Non ha fallito il sindaco ma tutto il gruppo dirigente»

«La Limardo prigioniera di sé stessa e degli uomini e dei partiti a cui si è appoggiata e che l'hanno finora sostenuta»

Comunali a Vibo, l’ex dirigente della Uil Prestia: «Non ha fallito il sindaco ma tutto il gruppo dirigente»
Maria Limardo

Sul passo indietro del sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, dalla corsa per la ricandidatura a primo cittadino per la colazione di centrodestra, si registra un articolato intervento dell’ex dirigente della Uil Luciano Prestia che rende noto il suo pensiero attraverso i social network. «Conosco la sindaca Limardo da molti anni e anche se non abbiamo mai avuto una conoscenza approfondita ho avuto modo di constatare i suoi punti di forza ed anche, se così si possono definire, le sue manchevolezze. È intelligente, scaltra, politicamente acuta, diffidente quanto basta, perseverante. Ma fino ad ora è stata prigioniera di sé stessa e degli uomini rappresentanti i gruppi ed i partiti a cui si è appoggiata e che l’hanno finora sostenuta. Questo mix ha creato una sorta di “Vorrei fare come dico io, ma non posso perché non me lo fanno fare”. Ciò nei fatti si è riverberato in un immobilismo che ha fatto confermare la città agli ultimi posti di tutte le graduatorie nazionali. È crollata l’economia, i servizi ed il sentimento della popolazione. Sono aumentate solo le tasse». Il sindacalista così prosegue: «Oggi Vibo è una città triste, i vibonesi sanno che la loro scontentezza non può essere alleviata da qualche sagra o dalle bevute in piazza, gli scialapopolo possono fare dimenticare solo per qualche ora lo squallore ed i problemi. Non ha fallito la Limardo, ha fallito tutto il gruppo dirigente che si serviva della sua bella immagine per trarre il massimo profitto del potere ai vari livelli, che questo status comporta. Una Giunta composta da persone che, probabilmente, nel loro mestiere sono bravissime, è stata, con le dovute eccezioni, inadeguata ai bisogni del centro come anche delle frazioni. La città non ha una strategia di crescita, le opportunità di uno sviluppo programmato tramite il Pnrr ed il Programma Gol sono state vanificate. La visione di quello che Vibo avrebbe potuto essere nel prossimo futuro non si intravede nemmeno con un telescopio, per il semplice fatto che questa necessità non se la sono mai posta. Le attività economiche e produttive non hanno mai avuto sostegni, né loro stesse sono state capaci di formulare proposte. Il mondo della cultura, il cui teatro e prima ancora La Capitale del libro potevano essere la rampa di lancio per una filiera della cultura poderosa, capace di attrarre risorse e creare posti di lavoro è stato mortificato. Sono state realizzate passerelle fini a sé stesse per imbonire il popolo bue, trascurando che ci troviamo nel 2024 e non nel 1800. Il Sistema bibliotecario, giunto alla farsa finale rischia che il suo grande patrimonio librario venga depredato e se fosse stato controllato, com’era doveroso che si facesse, non sarebbe arrivato così in basso. Forse la gente di buona volontà dovrebbe muoversi e difendere le poche cose buone che rimangono. La sindaca – conclude Prestia – se ne va e lascia macerie, proprio come le piazze appena smantellate e che chissà quando verranno ripristinate».

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