lunedì,Maggio 20 2024

Limbadi, il sindaco replica al Pd sull’aumento dell’Irpef: «Pura demagogia»

Mercuri e la maggioranza rispediscono al mittente le accuse della locale sezione di partito: «Provvedimenti necessari ad evitare il dissesto finanziario»

Limbadi, il sindaco replica al Pd sull’aumento dell’Irpef: «Pura demagogia»
Il municipio di Limbadi
Il sindaco di Limbadi Pantaleone Mercuri

Continua tenere banco, a Limbadi, il recente aumento dell’aliquota comunale dell’Irpef allo 0,80 per mille per tutti i cittadini. Sull’argomento, ad attaccare il sindaco Pantaleone Mercuri e la sua maggioranza, per quella che hanno definito come una “perla d’ingiustizia sociale perpetrata da amministratori che hanno perso il senso della realtà”, è stato il locale circolo del Partito democratico. Oggi, a stretto giro di posta, arriva la replica dell’amministrazione comunale. «Tutti i comuni del circondario – si sottolinea al riguardo – hanno da anni l’aliquota unica allo 0:80 per mille. Il nostro era l’unico che poteva vantare un’aliquota scaglionata e la nostra amministrazione l’ha garantita per ben 4 anni, nonostante già d’allora chiudere un bilancio in equilibrio non è stato affatto semplice, seppur con una gestione oculata. Quest’anno, a fronte dell’aumento spropositato dell’energia elettrica (dato obiettivo e non opinabile), siamo stati obbligati a coprire un debito fuori bilancio di 137.973 euro. Inoltre abbiamo dovuto prevedere una copertura finanziaria di 127.235 euro derivante dal disavanzo del rendiconto di gestione 2022 per l’elevato accantonamento nel fondo rischi contenzioso per due cause milionarie che proseguono da anni.

Il Municipio di Limbadi

L’amministrazione comunale – si aggiunge – deve raggiungere l’equilibrio di bilancio ed evitare sicuramente un dissesto finanziario con tutto ciò che ne consegue. Quindi abbiamo ritenuto che un aumento di all’incirca 1 euro mensile per gli stipendi/pensioni più bassi, di 2/3 euro per quelli medi, possano essere più tollerabili rispetto tutte le imposte (mai aumentate da questa amministrazione) con le aliquote massime e la mancata erogazione dei servizi indispensabili». A seguire il sindaco e la sua amministrazione mettono in evidenza che per fare fronte ai costi eccessivi della corrente elettrica si sono dovute adottare delle misure adeguate. Nello specifico, si è provveduto «alla sostituzione delle vecchie lampadine con quelle a led» e, visto che l’energia maggiore viene impiegata per il funzionamento delle pompe dei pozzi, «all’approvazione del progetto per l’installazione degli inverter e a dare atto di indirizzo per l’acquisto di cisterne di accumulo, per sopperire al mancato funzionamento del serbatoio ormai in disuso da 11 anni, la cui conseguenza è a sua volta l’attività ininterrotta delle pompe. Inoltre relativamente alla istituzione della Cer (comunità energetica rinnovabile) – si aggiunge – solo dall’8 aprile, data di pubblicazione dell’avviso pubblico del Gse, è possibile presentare domanda di accesso ai contributi per le spese sostenute per gli impianti a fonti rinnovabili in comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti». L’intervento del sindaco e della sua maggioranza si conclude con l’accusa diretta «allo spettabile circolo del Pd», di essersi reso artefice «di un intervento di semplice demagogia», e con la sottolineatura finale che, «senza alcuna presunzione, chi si deve ritenere avulso dalla realtà sociale non è certo questa amministrazione comunale che agisce solo ed esclusivamente per il bene di Limbadi».

LEGGI ANCHE: Limbadi, il Pd contro il sindaco sull’aumento dell’Irpef: «La pagano solo i pensionati e i lavoratori dipendenti»

top