Italcementi, Lo Schiavo e Pilegi chiedono un consiglio comunale urgente

L’esclusione del sito di Vibo Marina dal tavolo di concertazione convocato dalla Regione con l’azienda suscita la levata di scudi dei due consiglieri d’opposizione: «Si pensi alla riconversione»

L’esclusione del sito di Vibo Marina dal tavolo di concertazione convocato dalla Regione con l’azienda suscita la levata di scudi dei due consiglieri d’opposizione: «Si pensi alla riconversione»

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I consiglieri comunali del Comune di Vibo Valentia, Antonio Lo Schiavo e Loredana Pilegi, hanno presentato, in data odierna, una richiesta di convocazione di consiglio comunale urgente avente all’ordine del giorno la “Vertenza Italcementi” e l’esclusione del sito produttivo di Vibo Valentia dal tavolo di concertazione convocato dalla Regione Calabria, alla presenza dell’azienda, relativamente al solo sito produttivo di Castrovillari, in provincia di Cosenza.

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A tal proposito, i consiglieri Lo Schiavo e Pilegi, chiedono al presidente del consiglio comunale Stefano Luciano che si proceda alla «convocazione urgente del consiglio comunale, eventualmente aperto alle forze politiche e sindacali, avente ad oggetto come punto all’ordine del giorno, la discussione sulla vertenza Italcementi relativa al sito di Vibo Valentia e le analisi delle proposte da avanzare, come atto d’indirizzo politico, agli organi competenti per la riconversione del sito industriale».

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A parere dei promotori Lo Schiavo e Pilegi: «Appare necessario impegnare la massima assise comunale sul tema della riconversione del sito Italcementi, argomento su cui si è peraltro incentrata buona parte della passata campagna elettorale comunale, e a cui però non è seguita alcuna discussione o azione concreta. Particolarmente grave è che, mentre sul futuro del sito e sulla sua riconversione si sono consumati finora fiumi di parole e d’inchiostro, anche attraverso proposte ai confini della realtà, si giunga oggi ad una necessaria interlocuzione con la proprietà senza che sia ancora emersa una proposta chiara e condivisa da sottoporre eventualmente agli organi competenti. Esorto pertanto il sindaco della città, l’amministrazione comunale e tutte le forze politiche cittadine a dare priorità alla vertenza, prodigandosi affinché il territorio faccia valere le proprie prerogative e le proprie legittime istanze».