lunedì,Aprile 19 2021

Rimpasto in Giunta a Vibo, Grillo non ci sta e bacchetta Costa: «Metodo destabilizzante»

Il leader provinciale del Nuovo Centrodestra invoca una verifica urgente rivendicando una rappresentanza nell’esecutivo e indicando il delegato all’Ambiente Scuticchio quale “vittima sacrificale”

Rimpasto in Giunta a Vibo, Grillo non ci sta e bacchetta Costa: «Metodo destabilizzante»

«Posto che i miei rapporti con la maggior parte dei componenti del Consiglio comunale e dei soggetti politici che hanno contribuito alla compagine di governo della città di Vibo Valentia, rimangono saldamente ancorati ai valori di lealtà e all’insegna del rispetto reciproco, per l’onestà intellettuale che tutti mi riconoscono e per la responsabilità che mi deriva nel dover rappresentare quei 1300 cittadini che hanno contribuito, con la lista Vibo Popolare, al successo del sindaco Costa, non posso rimanere inerte rispetto agli scenari preoccupanti che, secondo voci sempre più insistenti, si stanno delineando dentro palazzo Luigi Razza».

È questo l’attacco di un duro comunicato stampa diffuso dal già consigliere regionale e leader del Nuovo centrodestra in provincia di Vibo Valentia, Alfonso Grillo, il quale interviene sul momento politico vibonese caratterizzato da movimenti in Giunta e in Consiglio, dicendosi «convinto che bisogna cambiare marcia, e ancora più convinto che è necessario rivedere ruoli e rappresentanze in seno al governo della città. I risultati fin qui ottenuti, insufficienti e inquadrabili nel segmento dell’ordinarietà, impongono delle scelte».

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Detto ciò, Grillo chiarisce: «non mi piace questo modo di operare, lo ritengo lesivo, destabilizzante, ben lontano da logiche di maggioranza. Una maggioranza che si rispetti dovrebbe pretendere collegialità e rappresentanza. Nessuno si deve scandalizzare se l’attività politica attraverso i leader e i loro gruppi competono per la conquista della governance istituzionale, e attraverso essa trasformano le scelte in decisioni. Continuando a “non” essere forza di governo, e a “non” comportarsi da maggioranza, alla fine bisognerà rassegnarsi, le scelte resteranno scelte e mai si tramuteranno in decisioni, e Vibo Valentia continuerà ad accusare gravi ritardi».

Il punto, per il coordinatore di Ncd, è che «questo semplice ed elementare concetto non è stato recepito dal primo cittadino, al quale faccio appello affinché riprenda la strada che lo ha portato alla guida della città. Eppure nella riunione di novembre, alla presenza di Mangialavori, Bruni e del sottoscritto, era apparso abbastanza convinto e consapevole della necessità di cambiare musica, e aveva anche dato garanzie alle forze politiche. Ecco perché – aggiunge – siamo sorpresi dalle manovre in solitaria, che, potranno anche apparire comode, ma non porteranno da nessuna parte».

Quindi la richiesta si fa esplicita: «mi aspetto che il sindaco sospenda ogni decisione e rispetti gli impegni assunti, serve urgentemente una verifica di maggioranza, un confronto con le forze politiche della coalizione che ha contribuito alla vittoria elettorale, prima che sia troppo tardi. Le richieste a sportello non possono diventare il metodo attraverso cui i soggetti politici scelgono ed ottengono i rappresentanti di governo. Vibo Popolare, ad esempio, venuta meno la fiducia nell’assessore Scuticchio, non ha rappresentanza in seno all’organo di governo, e di ciò, mi auguro, il sindaco ne terrà conto, senza dover per questo ricorrere, per ricordarlo, ad espliciti quanto spiacevoli forzature».

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Il tempo c’è: «Mancano ancora tre anni alla scadenza naturale ma è necessario l’apporto e la collaborazione di tutti, soprattutto di coloro che in questi due anni hanno perso la fiducia perché trascurati, mortificati, o, addirittura, allontanati. Il sindaco Costa, se vuole, ne ha la capacità e l’autorevolezza, non farlo sarebbe un gravissimo errore. Bisogna scongiurare – afferma in conclusione Grillo – che la storia liquidi anche questa esperienza amministrativa come inconcludente e incapace di leggere i segni dei tempi che la città sta attraversando, si è ancora in tempo».

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