Regionali, Lo Schiavo: «Resto in campo per cambiare il centrosinistra»

Il candidato di Io resto in Calabria, forte dei 3500 voti ottenuti, analizza il risultato elettore: «Una base di partenza - afferma - per ricostruire il fronte progressista»
Il candidato di Io resto in Calabria, forte dei 3500 voti ottenuti, analizza il risultato elettore: «Una base di partenza - afferma - per ricostruire il fronte progressista»
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Antonio Lo Schiavo, il lizza alle regionali con Io resto in Calabria
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All’ingresso in consiglio regionale non ci è arrivato (stando ai dati ancora suscettibili di variazioni per i ricorsi) per poco più di 200 voti. Ma la sua è stata comunque un’esperienza che considera «esaltante» e che, in una campagna elettorale a dir poco anomala per tempistica e affollamento di concorrenti, gli ha restituito un risultato significativo in termini di «consensi personali e di stima politica». Per Antonio Lo Schiavo, dunque, a pochi giorni dal voto regionale che lo ha visto schierato nella lista Io resto in Calabria a sostegno della candidatura di Pippo Callipo, il bilancio è fatto più di luci che di ombre. E costituisce la linea di partenza di un percorso in cui instradare, adesso, il rilancio del centrosinistra. Cammino in cui il notaio vibonese vuole giocare un ruolo.    

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Ma davvero si ritiene appagato da questo risultato?
«Si, sono molto soddisfatto del dato elettorale, ogni più ampia previsione, e non solo per i numeri importanti, ma soprattutto per come si è riusciti ad arrivare a questo risultato. La mia è stata una candidatura nata solo un mese fa, senza simboli di partito e non strutturata o supportata da organizzazioni o reti varie».

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Le resta un po’ l’amaro in bocca per aver sfiorato l’elezione però…
«Senz’altro c’è un po’ di rammarico per esserci andato vicino. Aspetto in ogni caso i dati ufficiali, perché lo scarto è veramente minimo. Ma mi rincuora il fatto che i miei 3.500 voti sono, ad uno ad uno, frutto di un consenso spontaneo, libero, di un voto di opinione che molte volte ha superato le appartenenze ideologiche. Penso di aver accolto un importante consenso personale, legato anche alla coerenza di alcune battaglie che ormai da anni conduco nella sinistra vibonese e nella mia terra».

E anche la città di Vibo Valentia sembra averle riconosciuto un ruolo…
«Essere stato il secondo candidato più votato nella mia città con quasi 1000 voti, in una citta che non è stata mai orientata a sinistra, ed essere stato il candidato più votato in tanti altri importanti centri mi dà una responsabilità enorme: quella di non disperdere questo patrimonio, l’entusiasmo di tante persone che continuano a credere in un altro modo di fare politica: serio, coerente, in grado di dare un immagine diversa e positiva della Calabria».

Ritiene che questa impostazione possa darle ragione in futuro?
«Non sono un politico di professione e non intendo diventarlo, continuo a pensare che per come stanno le cose oggi  in Calabria bisogna avere la libertà di non essere condizionabile e di potere in qualunque modo scegliere di dire “no” a troppi compromessi al ribasso che hanno portato questa regione a doversi vergognare della sua classe politica».

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Dunque cosa farà adesso Lo Schiavo?
«Penso che questo risultato mi imponga di continuare a  lavorare ancora con più forza,  per ricostruire un fronte progressista che si ponga quale alternativa a questa destra che soffia e si alimenta oggi sui peggiori impulsi e sulle paure di questo paese. C’è tanto lavoro da fare, ma sulla strada del rinnovamento del centrosinistra calabrese non si può oggi tornare indietro. Anzi il risultato elettorale dice di andare avanti, chiudendo davvero con il passato».