sabato,Maggio 15 2021

Vibo, i debiti del Comune e quella manovra “azzardata” per ripianarli

La situazione politica nel 2018, i consulenti dell’amministrazione Costa e la decisione di percorrere la via ordinaria per coprire un disavanzo troppo grande: gli interrogativi del consigliere Policaro

Vibo, i debiti del Comune e quella manovra “azzardata” per ripianarli

Solleva questioni politiche e finanziarie di non poco conto, per il Comune di Vibo Valentia, il consigliere d’opposizione Giuseppe Policaro. Lo spunto è offerto dalla recente approvazione della delibera per completare il teatro. Nel dare ragione al sindaco Maria Limardo che ha esultato parlando di «opportunità di crescita culturale, politica e sociale per tutta la comunità», Policaro però si chiede: «A che prezzo?».

Per comprendere il ragionamento, l’esponente di Vibo Unica torna indietro nel tempo, al 29 maggio 2018, quando «il consiglio comunale deliberò, con numeri risicatissimi, di ripianare il disavanzo di amministrazione pari ad 7.770.488,61 euro nei modi ordinari, garantendo di poter riuscire a porre in essere tutte le misure idonee a neutralizzare tale disavanzo nei tre anni di consiliatura». [Continua dopo la pubblicità]

Giuseppe Policaro
Giuseppe Policaro

La scelta di adottare la via ordinaria per ripianare il disavanzo fu assunta dall’allora amministrazione Costa su suggerimento di Maria Teresa Nardo, docente Unical ed oggi assessore al Bilancio del medesimo Comune, mentre altri consulenti, i professori Jorio e Caterini – ricorda Policaro – la pensavano diversamente. «In quel consiglio comunale, Pd, Vibo Unica e Progressisti per Vibo all’opposizione non votarono la proposta perché ritenuta assolutamente insostenibile e non credibile perché irrealizzabile: era come voler curare un malato terminale con un’aspirina».

Quel piano prevedeva un rientro dal disavanzo di 2,2 milioni di euro già dal dicembre di quell’anno. «Tuttavia, fu proprio il commissario Guetta, nella relazione di accompagnamento alla sua delibera del 30/04/2019, a dare ragione alle allora opposizioni, divenute oggi in parte maggioranza nella nuova amministrazione, constatando che “le misure idonee a superare lo squilibrio finanziario già emerso in sede di consuntivo 2017 non erano state poste in essere”. Verosimilmente proprio l’approvazione di quel piano ordinario di rientro unitamente al conto consuntivo – rimarca oggi Policaro – forse consentì all’amministrazione di poter richiedere ed ottenere il mutuo per completare il teatro. Insediata la nuova amministrazione, con una nuova maggioranza che ha assorbito gran parte della vecchia opposizione, sempre su consiglio della medesima esperta in materia, oggi assessore al Bilancio, è stato approvato nel mese di agosto 2019 il Piano di riequilibrio finanziario con un disavanzo da ripianare in 15 anni, con scadenza nel 2033, di 23.947.353,68 euro, con previsione di draconiane misure da attuarsi, e forse oggi lievitato a quasi trenta milioni di euro a seguito delle “tegole” regionali piovute da ultimo sulla testa delle mai verdi casse dell’amministrazione comunale vibonese».

La situazione allo stato attuale non è affatto rosea, come certificato – seppure in via provvisoria – dal Piano esecutivo di gestione deliberato dalla giunta qualche giorno fa, «con l’assessore al Bilancio assente – rimarca Policaro – ed in cui sono state descritte in previsione tutte le poste debitorie dovute dall’Ente, anche in aderenza agli interessi passivi da pagarsi sui mutui erogati e che, insieme alle quote capitale dovute, raggiungono cifre a dir poco significative, ivi comprese quelle da ultime impegnate per la gara “necessaria” per il completamento del teatro. Condivisibile l’enunciato di merito della prima cittadina – conclude il consigliere comunale – circa l’opportunità di crescita culturale, politica e sociale per tutta la nostra comunità che il teatro potrà in futuro rappresentare. A questo però aggiungiamo: a quale prezzo pro-capite per i cittadini?».

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