Servizio Tributi, il Comune di Vibo mette mano alla burocrazia

Nominata la posizione organizzativa di uno dei settori nevralgici dell’ente. Ma l’avviso per le candidature era andato deserto
Nominata la posizione organizzativa di uno dei settori nevralgici dell’ente. Ma l’avviso per le candidature era andato deserto
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In una condizione di per sé fragile, su cui si sono abbattute anche le ripercussioni indirette dell’emergenza coronavirus, il Comune di Vibo Valentia cerca di mettere ordine all’interno del suo apparato burocratico. A cominciare da uno dei settori nevralgici per la vita stessa dell’ente, quello dei Tributi. È di questi giorni, infatti, la nomina di responsabile della posizione organizzativa del servizio, una sorta di vice dirigenza, figura che – in un quadro precario com’è quello del personale ridotto all’osso del Comune capoluogo – assume ancora più rilevanza. Ma è una nomina che, seppure ben remunerata (7.600 euro all’anno di indennità, aggiuntiva allo stipendio), non aveva trovato molti contendenti. Anzi, in realtà non ne aveva trovato nessuno.

Con una determina di qualche giorno fa, il dirigente del settore finanziario, Domenico Scuglia, ha assegnato d’ufficio la posizione organizzativa dei Tributi alla dipendente Maria Carmela Naccari, 42 anni, con decorrenza dal primo aprile 2020 e fino al 10 novembre 2022. In precedenza, Scuglia aveva pubblicato un avviso pubblico per reperire le candidature. Avviso però andato a vuoto. Si è così deciso di procedere d’ufficio. Tra le attività assegnate alla Naccari, vi sono: la predisposizione di atti, l’adozione di determine di liquidazione, le procedure di gara, la gestione del personale.

Con la deliberazione 126 del 18 ottobre scorso, la giunta Limardo ha definito il nuovo assetto delle posizioni organizzative e di alta professionalità del Comune di Vibo Valentia, riguardanti sia funzioni di sviluppo di progetti strategici per l’amministrazione, sia funzioni di coordinamento, ed ha approvato la relativa graduazione delle funzioni delle posizioni organizzative e di alta professionalità dell’ente effettuata secondo quanto previsto dal nuovo regolamento delle posizioni organizzative, che conferisce, di fatto, poteri molto più ampi di quanti ne avessero in precedenza. Una sorta di vice dirigenza, appunto. Per la quale, come detto, non c’era certo la fila, trattandosi di un settore talmente delicato – e talmente ingarbugliato – che evidentemente era giudicato fin troppo ostico malgrado non fosse affatto gratuito.

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