Vibo, buoni spesa: a chi spettano e l’ammontare per ogni famiglia

Il Comune pronto a pubblicare l’avviso per le domande per la suddivisione dei quasi 250mila euro destinati dalla Protezione civile all’acquisto di generi alimentari
Il Comune pronto a pubblicare l’avviso per le domande per la suddivisione dei quasi 250mila euro destinati dalla Protezione civile all’acquisto di generi alimentari
Informazione pubblicitaria
La bandiera della Croce rossa al Comune di Vibo
Informazione pubblicitaria

Il Comune di Vibo Valentia si appresta a pubblicare l’avviso pubblico per la raccolta di domande per l’accesso ai buoni spesa, dopo che il Governo ha stanziato per il capoluogo 248.689,46 euro. Agli aventi diritto, come si apprende dalla bozza qui pubblicata, sarà erogato un valore in buoni spesa calcolato sulla base della numerosità e della composizione del nucleo familiare. Ogni singolo buono spesa avrà un valore di 5 euro e sarà spendibile negli esercizi commerciali siti nel territorio di Vibo Valentia che abbiano aderito alla convenzione proposta dal Comune. L’elenco degli esercizi commerciali aggiornato convenzionati sarà pubblicato sul sito dell’ente, che al momento ha pubblicato un avviso per l’adesione.

Informazione pubblicitaria

Buoni da spendere a Vibo in 15 giorni

I buoni spesa sono erogati sulla base di specifica richiesta e dopo la redazione di una graduatoria di merito. L’erogazione è effettuata una sola volta fino a concorrenza della disponibilità finanziaria presente sul bilancio comunale. In caso di ulteriori disponibilità si procederà ad una ulteriore erogazione il cui ammontare sarà rideterminato in proporzione alle disponibilità accertate. I buoni spesa dovranno essere utilizzati entro 15 giorni dalla loro consegna. L’ammontare del beneficio è stato determinato in relazione al fabbisogno alimentare di sussistenza settimanale determinato per un individuo adulto e per un bambino/adolescente. Per individuo adulto si intende il soggetto che alla data di presentazione della domanda abbia compiuto 16 anni. Per bambino/adolescente si intende il soggetto che abbia una età compresa tra 4 anni compiuti e 15 anni compiuti.

La tabella con le cifre

Ad ogni nucleo familiare sarà riconosciuto un ammontare complessivo di buoni spesa da erogare una tantum e da spendere entro 15 giorni dalla consegna così determinato: 70 euro per un adulto componente del nucleo familiare e 40 per ognuno degli adulti ulteriori che compongono il nucleo; 80 per un adolescente componente del nucleo familiare e 50 per ognuno degli adolescenti ulteriori che compongono il nucleo familiare. La tabella che segue dà conto a mero titolo di esempio dell’ammontare del valore dei buoni spesa riconosciuti a seconda della composizione del nucleo familiare.

I requisiti di accesso

I destinatari della misura sono i nuclei familiari che a seguito dei provvedimenti emergenziali: nel mese di marzo hanno registrato redditi familiari complessivi pro capite inferiori ad euro 500; al momento della domanda dispongono di risparmi immediatamente liquidabili inferiori ad euro 1000 pro capite. Alla determinazione del requisito concorre qualsiasi reddito prodotto da ogni singolo componente del nucleo familiare derivante da: redditi di lavoro dipendente; redditi da lavoro autonomo; redditi d’impresa; redditi da pensione; redditi da assegno sociale o pensione sociale; redditi da altre forme di sostegno sociale ad esclusione dei redditi da pensioni o assegni di invalidità o inabilità. Il reddito familiare pro capite (per il primo caso) è calcolato come quoziente tra la somma dei redditi suddetti e il numero di familiari. Alla determinazione del requisito per il secondo caso, riguardante i risparmi, concorrono i saldi disponibili alla data di domanda riferiti a ogni forma di risparmio liquidabile (conti correnti bancari o postali, libretti di risparmio postale, ecc.) il cui titolare è uno dei componenti del nucleo familiare.

Le domande di accesso devono essere presentate compilando l’apposito modello, che contiene le autocertificazioni di stato attestate dal richiedente. In caso di dichiarazione non veritiera il responsabile sarà denunciato alle competenti autorità. In seguito verranno specificati i dettagli ed anche l’email cui inviare la domanda.

  • In riferimento all’articolo, dal sindaco Maria Limardo riceviamo la comunicazione secondo la quale “l’avviso pubblico non è stato ancora definito e pertanto i criteri e il modello di domanda pubblicati non sono da tenersi in considerazione. Gli uffici comunali sono ancora a lavoro – fa sapere il primo cittadino – e  solo una volta che la giunta comunale licenzierà i criteri di riparto sarà pubblicato l’avviso pubblico con il relativo modello di istanza da inoltrare ai servizi sociali”. Per parte nostra preme tuttavia far osservare di aver ben scritto che trattasi ancora di una bozza e che si è quindi in attesa della versione ufficiale dell’avviso.