Comune di Vibo, il Pd attacca: «Maggioranza sorda alle nostre proposte»

Il capogruppo Luciano e il coordinatore Colelli strigliano l’Amministrazione in carica: «sindaca e seguaci preferiscono utilizzare i media per una campagna elettorale continua fatta di proclami e passerelle»
Il capogruppo Luciano e il coordinatore Colelli strigliano l’Amministrazione in carica: «sindaca e seguaci preferiscono utilizzare i media per una campagna elettorale continua fatta di proclami e passerelle»
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Due proposte del Partito democratico sono state formulate in questi giorni: la prima, volta alla sospensione dei tributi comunali in questo drammatico periodo, è stata avanzata anche dalla Confcommercio locale e dai Progressisti per Vibo; la seconda, finalizzata alla costituzione di una commissione formata da componenti della maggioranza e componenti dell’opposizione, per monitorare la procedura di assegnazione dei fondi stanziati dal governo per i fabbisogni di una fascia debole della nostra comunità.

«Entrambe le proposte – spiegano il capogruppo del partito in consiglio comunale Stefano Luciano e il coordinatore cittadino Francesco Colelli -, seppur palesate pubblicamente, non hanno ad oggi trovato riscontro da parte del sindaco e da parte di nessun componente della maggioranza e ci hanno spinto anche ad una formalizzazione delle stesse, nonostante la vivacità di un sano dibattito politico sarebbe potuta essere condizione sufficiente per la loro presa in considerazione. Ma è proprio la vivacità a mancare, posto che sindaca e seguaci preferiscono utilizzare i media per una campagna elettorale continua fatta di proclami e passarelle e non per affrontare in modo pubblico un dibattito di merito su temi e proposte a favore della città, da condurre senza pregiudizi e rancori».

Ed invece, proseguono Luciano e Colelli, «glissare e continuare ad operare come se non esistesse una minoranza che rappresenta una parte importante della città, è la regola. La stessa che ad ogni ordine del giorno proposto dal Pd, imponeva l’abbandono dall’aula e il fare venire meno il numero legale; proprio per sottrarsi ad un dibattito che, probabilmente, non sono nelle condizioni di affrontare. Guardiamo quasi con nostalgia quei tempi in cui il consiglio comunale si riuniva! Ora invece assistiamo solo a un susseguirsi di ordinanze e disposizioni maternalistiche da parte della presidente della Regione e della sindaca di Vibo, senza che nessun consigliere democraticamente eletto della maggioranza o un esponente politico di centrodestra senta l’esigenza di un consiglio comunale: un momento di confronto democratico, di una discussione, di un dibattito sulle istanze e le richieste dei cittadini vibonesi!».

Quindi, aggiungono: «E dire che le proposte del Partito democratico, oltre che sostenibili, sono apprezzabili nel merito. La prima risponde ad un’esigenza di equità sociale: i cittadini e le attività produttive, non sono nelle condizioni oggi di pagare le tasse; la seconda ad una esigenza di trasparenza: i soldi pubblici si gestiscono con i dovuti controlli da parte dell’opposizione. La maggioranza sia coerente con quanto sostengono a Roma i suoi leader nazionali del centrodestra, che chiedono di essere coinvolti e consultati dal Governo, per dare un contributo in questa fase di emergenza nazionale: il rispetto delle minoranze è un principio cardine per una politica che vuole davvero liberarsi delle solite guerre fra bande e che vuole guardare con serietà al il bene ed allo sviluppo della città».

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