Sospensione dei tributi, il Pd insiste: «La Giunta non ignori le richieste»

Per il coordinamento cittadino e il gruppo consiliare democrat «gli ammortizzatori sociali non possono bastare, servono anche aiuti concreti alle piccole e medie imprese»
Per il coordinamento cittadino e il gruppo consiliare democrat «gli ammortizzatori sociali non possono bastare, servono anche aiuti concreti alle piccole e medie imprese»
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«L’emergenza sanitaria in cui siamo piombati si sta sempre più delineando come emergenza economica e una regione come la Calabria, relativamente “risparmiata” dal Covid-19, rischia di pagare un prezzo più alto delle altre, per via della sua economia strutturata su commercio e turismo e del ritardo e dell’approssimazione con cui sta operando la Giunta regionale».

È quanto riferiscono in una nota il coordinamento cittadino e il gruppo consiliare del Partito democratico di Vibo Valentia affermando senza mezzi termini che «gli ammortizzatori sociali stanziati non possono bastare; servono anche aiuti concreti alle piccole e medie imprese, gravate da imposizioni fiscali anche in questo periodo di chiusura forzata, che necessitano contributi a fondo perduto per affrontare la prospettiva di una comunque difficile ripartenza estiva. Solo lo Stato – aggiungono – può decidere le condizioni della Fase 2 e il livello calcolato di rischio sanitario. Alle Regioni continua ancora ad essere riconosciuto il potere d’Ordinanza, ma limitatamente all’introduzione di “misure restrittive” che, come recita l’ultimo Decreto della presidenza del Consiglio, possono essere adottate «in relazione a specifiche situazioni sopravvenutedi aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso. L’Ordinanza numero 37 della presidente Santelli, che consente la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all’aperto, a nostro parere è illegittima, perché adotta misure che affievoliscono quelle nazionali, che prevedono questa ripresa per l’1 giugno. Del resto il Governo potrà differire la ripartenza su base regionale, se a motivare tali cambiamenti saranno, con le loro valutazioni tecniche, le autorità istituzionali sanitarie che lo supportano in tale decisione».

Il Partito democratico di Vibo Valentia ha incontrato la Fipe (Federazione italiana pubblici esercenti), nota associazione del settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo, che nei giorni scorsi ha stilato un Protocollo nazionale dettagliato, a cui ha aderito anche Confesercenti, per garantire una riapertura in sicurezza e prevenzione dei rischi di contagio, redatto da esperti del settore coordinati da un virologo di chiara fama, e lo ha trasmesso alle varie Istituzioni competenti.

«Sosteniamo con convinzione – spiega il Pd – le proposte avanzate dall’associazione all’Amministrazione di Vibo Valentia e la invitiamo a fare presto per dare risposte ufficiali alle piccole imprese attive nel commercio e nella ristorazione nella nostra città. Servono moratorie sugli affitti e sulle utenze: la richiesta di cancellazione o quantomeno sospensione dei tributi comunali, lo diciamo ancora una volta, non può essere inascoltata adducendo questioni di bilancio, è un provvedimento che hanno preso molte altre città anche calabresi e meridionali (Catanzaro, Reggio, Napoli). A livello di mobilità urbana, bisogna prolungare la gratuità dei parcheggi in centro e a Vibo Marina, per aiutare le attività commerciali che riapriranno il 18 maggio; si può inoltre valutare la chiusura al traffico, nelle ore serali, di alcune vie del centro storico, in modo che da isole pedonali forniscano lo spazio necessario per evitare assembramenti. Bisogna pensare a una maggiore, e disponibile gratuitamente per tutti, occupazione di spazi all’aperto, per favorire il distanziamento fisico e permettere a tutti gli esercizi di lavorare. Il piano di riapertura non può essere improvvisato con ordinanze notturne, ma deve prevedere regole, modalità e tempi certi e sostenibili, mettendo per quanto possibile tutti gli operatori nelle stesse condizioni competitive».