Antenna di telefonia 5G a Coccorino, la replica di Ventrice a Sterza

L’ex amministratore di Joppolo invita il vicesindaco a tenere conto del regolamento e del voto sfavorevole del Consiglio all’installazione ricordando il conflitto di interessi
L’ex amministratore di Joppolo invita il vicesindaco a tenere conto del regolamento e del voto sfavorevole del Consiglio all’installazione ricordando il conflitto di interessi
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L’incipit con cui il vicesindaco ama introdurre i propri interventi, richiama fortemente quel “grazia di Dio e volontà della Nazione” di monarchica memoria, anche se, nel caso in specie, l’essere Coccorinese rimane una questione formalmente anagrafica che cozza, è evidente, con la sua totale estraneità al territorio.

Non approfittare di ogni favorevole  occasione per tacere, accentua il dubbio sulle sue competenze amministrative e ci restituisce la consapevolezza che i quattro anni di pratica all’interno dell’Ente siano serviti a poco, rispetto all’efficace comprensione delle dinamiche comunali”. E’ quanto afferma in una nota l’ex vicesindaco di Joppolo, Guido Ventrice, nel replicare alle considerazioni dell’attuale vicesindaco Dino Sterza pubblicate il 13 giugno scorso. [Continua]

Nella “disgrazia divina” del caso, quindi è bene tornare – afferma Ventrice – al merito della vicenda. I fatti dell’antenna dell’Oliveto, dopo una prima autorizzazione annullata in autotutela, hanno visto una comunione di intenti tra le due componenti politiche del territorio, maggioranza e opposizione, affiancarsi alle manifestazioni popolari contrarie all’opera. Si è aperto così un fronte comune che perseguiva un solo obiettivo: la tutela della salute dei cittadini. Oggi la situazione è differente. Il no convinto della popolazione va a scontrarsi con le irremovibili intenzioni di una parte dell’amministrazione che hanno, addirittura, decretato delle frizioni interne alla maggioranza nel corso dell’ultimo civico consesso. Il consigliere Vittorio Vecchio ha presentato al Consiglio, facendola approvare, una proposta di deliberazione che, in osservanza del Regolamento vigente a Joppolo, vieta categoricamente l’installazione dell’impianto per come proposto. Inconcludenti quindi le osservazioni del vicesindaco che, stando ai fatti, si basano sul nulla o, nella peggiore delle ipotesi, sull’intenzione di forzare le direttive di un Consiglio Comunale, quale organo supremo di indirizzo e di controllo. La deliberazione, visto il voto sull’immediata esecutività, per il  quale si invita il presidente Albino ed il segretario comunale alla tempestiva pubblicazione, non contempla la continuazione di alcuna fase istruttoria fantasticata dal vicesindaco ma, anzi, in maniera categorica esprime la contrarietà all’intervento con, testualmente:

Il Consiglio Comunale, approva l’intervento del consigliere Vecchio Vittorio  e, conseguentemente, nella piena condivisione delle preoccupazioni manifestate dai cittadini di Coccorino/Coccorinello, esprime la propria netta contrarietà alla realizzazione dell’impianto di telefonia mobile in premessa richiamato, anche perché lo stesso verrebbe realizzato in violazione dell’apposito regolamento comunale, delle norme tecniche di attuazione del PRG, sopra richiamate, nonché del DPR 380/2001. Chiede al presidente del Consiglio di volere convocare con urgenza il civico consesso perché provveda alla nomina dell’Osservatorio come previsto dal regolamento comunale”.

Qualora il sindaco, in qualità di responsabile del servizio urbanistica, intenda continuare la fase istruttoria per poi  rilasciare autorizzazione all’installazione dell’antenna, non farebbe altro – rimarca Ventrice – che contravvenire palesemente al deliberato da lui stesso votato. Dalle dichiarazioni è evidente la volontà di procedere comunque nell’iter autorizzativo perciò non si può evitare di dedurre  che in Consiglio comunale si sia consumata una farsa. Tale contesto rappresenta un insulto ad ogni singolo cittadino, ai proponenti la deliberazione, nonché all’intero organo istituzionale comunale e, pertanto, rientra nei doveri di ogni singolo consigliere comunale, in un ultimo sussulto di dignità, intervenire, anche in maniera drastica, affinché ciò non avvenga. E’ indubbio, benché il vicesindaco tenti un’improvvida arrampicata sugli specchi, il conflitto di interessi venutosi a creare e che vede da un lato il sig. Sterza figlio quale amministratore pubblico e dall’altro il sig. Sterza padre, quale proprietario del terreno interessato. Per tali ragioni ben venga l’invito alla discussione in “altre sedi”, mentre ulteriori “altre sedi” staranno già valutando qualche “allegra” determina”.

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