lunedì,Settembre 20 2021

Alta velocità a Vibo-Pizzo, i sindaci: «Regione e Ministero si attivino»

Consiglio straordinario nel piazzale della stazione. I primi cittadini del Vibonese chiedono anche maggiori investimenti per il trasporto locale

Alta velocità a Vibo-Pizzo, i sindaci: «Regione e Ministero si attivino»
Il consiglio comunale di oggi a Vibo-Pizzo

L’immagine plastica dello stato attuale della politica locale l’ha data il Frecciarossa che sfrecciava, appunto, sui binari della stazione di Vibo-Pizzo mentre nel parcheggio la politica vibonese partecipava al consiglio comunale aperto indetto dal capoluogo per discutere della mancata fermata dell’alta velocità nello scalo principale della provincia.

In via straordinaria, questo pomeriggio, il parcheggio antistante la stazione si è trasformato nella sala consiliare di Palazzo Luigi Razza. A partecipare, oltre ai consiglieri di maggioranza (arrivati in rigoroso ritardo) e di opposizione, anche diverse rappresentanze degli enti, dai sindaci di Mileto, Parghelia, Francavilla Angitola, Vazzano, Tropea (col presidente del consiglio), Sant’Onofrio, al consigliere regionale Vito Pitaro; assenti i parlamentari del territorio che però hanno mandato un messaggio, da Giuseppe Mangialavori a Wanda Ferro, da Riccardo Tucci ad Antonio Viscomi fino al consigliere regionale Luigi Tassone.

I presenti all’assemblea odierna

A fare gli onori di casa il sindaco Maria Limardo, che ha parlato dell’esigenza di tutto il territorio di «rivendicare una centralità che non vuole essere campanilistica ma è una questione oggettiva. La provincia di Vibo è il punto di riferimento per l’intero territorio, e lo sviluppo turistico, anche tramite il porto di Vibo Marina e il collegamento con le isole Eolie, non può prescindere da una occasione di questo tipo. Siamo qui oggi per rivendicare questo diritto e fare capire a Trenitalia e Ntv che è conveniente servire l’utenza di questa stazione». In ogni caso si attende solo l’ufficialità sulla notizia che il treno Italo, a partire dal prossimo 2 luglio, farà tappa anche qui. Presente anche il commissario straordinario dei Comuni di Pizzo e Limbadi, Antonio Reppucci, che ha richiamato i parlamentari locali affinché «battano i pugni sui tavoli che contano per rivendicare maggiori diritti per il loro territorio».

Pitaro ha spiegato che la Regione, «che non ha competenza sul trasporto nazionale», è impegnata per incentivare «l’organizzazione del trasporto che deve svilupparsi dalla stazione e penetrare nei territori», ed ha aggiunto che è al vaglio la proposta di sostituire una fermata di Lamezia Terme con Vibo-Pizzo, per almeno un Frecciarossa o un Italo. Ma la premura dei primi cittadini del Vibonese, in realtà, più che sulla fermata dell’alta velocità, era indirizzata alla implementazione del trasporto locale, in particolare della tratta ferroviaria regionale. Su questa linea si sono ritrovati sia il sindaco di Parghelia, Antonio Landro, che quello di Francavilla, Giuseppe Pizzonia, che ha parlato a nome di tutti i colleghi dell’Angitolano.

Il sindacalista Sergio Pititto ha evidenziato come la scelta di una compagnia privata come Ntv tenga conto principalmente di un fattore: l’appetibilità commerciale. Se una fermata conviene in termini di utenze, di biglietti staccati, allora Italo ci sarà, altrimenti ogni discorso è destinato a perire.

Ma ad un certo punto il consiglio comunale si è imbarcato su uno strano “vagone”. Perché Forza Italia «a nome di tutta la maggioranza» si è fatta portavoce di un «ordine del giorno urgente»: l’encomio solenne agli ufficiali dell’Arma come segno di riconoscenza della città alla luce dell’inchiesta “Rinascita-Scott”. Dai treni alla ‘ndrangheta è un attimo, nell’incredulità generale. Il clima è diventato poi surreale quando dal Movimento 5 Stelle hanno fatto notare che «l’argomento, pur apprezzabile, non era all’ordine del giorno», salvo poi emendarlo per aggiungere «la cittadinanza onoraria al procuratore Nicola Gratteri». Un altro vecchio pm avrebbe detto: e che c’azzecca? In ogni caso nessuno dei consiglieri si è sforzato di legittimare l’urgenza di questo punto, che tra l’altro era già pronto da diversi mesi. Guarda caso ci si è ricordati di proporre l’encomio giusto nel consiglio comunale odierno. Forse perché la futura configurazione del prossimo civico consesso, con qualche “rientro” proprio a seguito dell’inchiesta antimafia, avrebbe creato imbarazzo?

Alla fine, in ogni caso, il consiglio comunale di Vibo Valentia in seduta straordinaria e aperta ha deliberato di «mettere in atto tutte le azioni ritenute opportune e necessarie per il raggiungimento dell’obiettivo», sensibilizzando «la Regione Calabria, il ministero delle Infrastrutture e la deputazione nazionale e regionale».

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