Chiusura Prefettura, anche la Cisl sabato in piazza

Il sindacato sarà presente alla grande manifestazione organizzata contro la soppressione dell’Ufficio territoriale del governo. E annuncia battaglia anche sulla vertenza Provincia.

Il sindacato sarà presente alla grande manifestazione organizzata contro la soppressione dell’Ufficio territoriale del governo. E annuncia battaglia anche sulla vertenza Provincia.

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La Cisl provinciale parteciperà alla manifestazione di sabato a Vibo per protestare contro la paventata chiusura della Prefettura. Questo quanto deciso nella riunione delle categorie alla presenza del segretario provinciale Pino Garrì.

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«Il territorio vibonese – ha riferito l’interessato – sta vivendo una crisi socio economica a dir poco drammatica, con la chiusura di numerosi presidi produttivi e conseguente perdita di posti di lavoro, accompagnata da una situazione a forte rischio dal punto di vista della legalità, con la recrudescenza di fenomeni di criminalità organizzata che richiedono una più efficace presenza dello Stato e delle Istituzioni».

Proprio alla luce di queste considerazioni «appare assurdo e incomprensibile – per la Cisl – che il decreto del Governo includa Vibo tra le sedi di Prefettura da accorpare, così pure per la Questura, provocando la reazione delle forze sociali e dei cittadini che sentono sulla propria pelle il rischio di un controllo alternativo del territorio rispetto a quello dello Stato. La spoliazione della Provincia vibonese ( accorpamento della Direzione Provinciale del Tesoro, Motorizzazione civile, Camera di Commercio ecc.) continua senza una iniziativa autorevole di contrasto sia da parte delle rappresentanza parlamentare che di quella regionale, forse distratte da altre problematiche e quindi l’iniziativa di sabato mira a far capire che solo una forte sinergia tra Istituzioni, forze sociali e società civile può arrestare questo processo di arretramento del territorio».

Proprio la Regione viene chiamata in causa prioritariamente dalla Cisl «per concretizzare una legge regionale di largo respiro su competenze e ruolo delle Province e delle autonomie locali, mirando a realizzare ambiti territoriali ottimali per assicurare una sufficiente qualità di servizi in Calabria. Intanto restano precarie le condizioni dei dipendenti della Provincia, senza certezza sul futuro dell’Ente e sulla loro ricollocazione, tanto da programmare assieme ai colleghi del resto del Paese una ulteriore manifestazione di protesta per fine novembre. La speranza è che il Governo Nazionale e quello Regionale recepiscano le rivendicazioni delle popolazioni del vibonese e correggano il testo del decreto in discussione, mantenendo tra l’altro l’importante presidio democratico dell’Ufficio territoriale di governo e la Questura, baluardi insostituibili di un diritto alla cittadinanza che viene messo in seria discussione».